La rivoluzione russa, dalla democrazia operaia alla Nuova politica economica

In occasione del 95° anniversario della rivoluzione russa, non potevamo non dedicare un percorso di lettura a questo evento. Siamo su un terreno vastissimo, su cui è facile dire tutto senza affermare niente. Non temiamo di elogiare ed omaggiare la rivoluzione russa come l'avvenimento più importante finora della storia umana contemporanea. Il nostro è però un elogio marxista: privo di retorica, volto quindi alla comprensione, alla conoscenza e all'attualizzazione di quegli avvenimenti. Non vi vogliamo portare a spasso in un mausoleo, ma provare a tornare insieme a respirare l'aria inebriante e fresca di quegli avvenimenti.

Come Marxpedia abbiamo cercato di proporre un percorso di lettura con un taglio particolare. Come tutti i nostri percorsi, esso non è un punto d'arrivo, ma di partenza. Proviamo a collegare vari materiali nella loro lettura, con l'auspicio che essi suggeriscano a loro volta altri percorsi e altre letture. Cercheremo di partire dalla definizione delle forme politiche ed economiche con cui i bolscevichi arrivano al potere, per poi seguirne lo sviluppo alla luce della guerra civile e della nuova politica economica. Si tratta di studiare l'enorme pressione dei rapporti tra le classi, delle esigenze economiche, sotto cui le democrazia operaia fu costretta a deformarsi, a piegarsi, fino a diventare una base di sviluppo del successivo governo di Stalin. Solo così si può provare a rispondere meglio a queste domande come: il bolscevismo fu il brodo di coltura dello stalinismo? Lo stalinismo ne fu il parto conseguente o la terribile distorsione? Avremo modo di dedicare futuri e specifici percorsi di lettura a questi temi. Intanto partiamo dalla repubblica dei soviet di fronte alle due prove principali: la guerra civile e l'arretratezza dell'economia contadina.

Marxpedia, 7 novembre 2012