I Consigli in Europa

I fondatori dell’Ordine Nuovo avevano ben chiaro il ruolo chiave del proletariato a livello mondiale nel periodo di occupazione delle fabbriche in Italia. Da più fronti giungevano alla classe italiana, impegnata in uno dei più grandi scontri con il sistema padronale della sua storia, insegnamenti e forme di organizzazione operaia dai quali era necessario prendere spunto per il buon esito della lotta. Gramsci e i collaboratori dell’Ordine Nuovo si premurarono di pubblicare per tutto il Biennio Rosso testimonianze internazionali – dalla Russia in piena ondata rivoluzionaria all’Inghilterra scossa da scioperi e manifestazioni – circa il funzionamento dello stato sovietico.Tali esempi, che vedremo di seguito spiegati nel dettaglio, avevano l’obiettivo di aprire gli occhi al proletariato italiano circa le sue possibilità di vittoria: possibilità legate indissolubilmente alle capacità del proletariato stesso di superare le proprie organizzazioni reticenti per giungere, attraverso scioperi ad oltranza e autorganizzazione dei processi produttivi all’interno delle fabbriche, alla definitiva presa del potere.

L’intento degli ordinovisti è anche quello di raccogliere tali testimonianze internazionali per metterle in connessione tra di loro. Ai lavoratori italiani doveva essere chiaro che la Rivoluzione aveva chance di vittoria solo se si espandeva al di là dei confini russi per contagiare il resto dei Paesi europei, conquistando infine la maggioranza della classe a livello mondiale e abbattendo in maniera definitiva il capitalismo.

Di seguito vedremo tradotti gli scritti di John Reed sul funzionamento della Russia sovietica: nel panorama della sinistra italiana, i collaboratori dell’Ordine nuovo furono tra i pochissimi ad incaricarsi di riportare questa testimonianza fondamentale ai lavoratori. La differenza di approccio nei confronti dell’esperienza sovietica tra Gramsci e i suoi compagni da un lato e il Partito Socialista dall’altro era palese e si esplicita anche nella volontà degli ordinovisti di fornire alla classe italiana esempi concreti di organizzazione operaia, laddove il gruppo dirigente del Psi guardava alla stessa Rivoluzione con diffidenza e reticenza.