1917: la rivoluzione che ha cambiato il mondo

L’8 Marzo del 1917, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, le lavoratrici tessili di Vyborg - distretto operaio di Pietrogrado (oggi San Pietroburgo) – entrano in sciopero chiedendo sostegno anche agli operai metallurgici. Inizia così la rivoluzione che ha cambiato il mondo, una rivoluzione iniziata appunto dalle donne, dalle operaie, dalle compagne, che quel giorno per prime scesero in strada a protestare. Questo ci sembra il modo migliore di celebrare il centenario della Rivoluzione e la Giornata Internazionale della Donna. Nella Russia del ‘17 la donna non era soltanto considerata inferiore all’uomo sul posto di lavoro, con stipendi ufficialmente più bassi, era anche prigioniera del “focolare domestico”, ovvero si faceva carico di tutti i lavori di casa e inerenti alla famiglia (una situazione non così lontana dai giorni nostri). Fu proprio la rivoluzione socialista che diede alle donne la parità giuridica e politica con l’uomo, la libertà di divorzio e aborto, l’eliminazione del giogo familiare con la creazione di un sistema completo di servizi che liberò la donna e in parte anche l’uomo dai lavori domestici. Nessun paese capitalista a livello mondiale poteva equiparare il livello di emancipazione della donna sviluppatosi in Unione Sovietica. Ci sembra giusto ricordarlo, proprio in questa giornata.

Iniziamo quindi oggi il nostro percorso sul 1917, una lettura collettiva che porteremo avanti nei prossimi mesi ripercorrendo le tappe principali della rivoluzione: dalle giornate di Febbraio alla caduta dello zarismo e alla formazione del Governo Provvisorio. Dalle giornate di aprile al primo tentativo insurrezionale di Luglio. Dal colpo di stato di Kornilov alle giornate di Ottobre. 8 mesi in cui si sono condensati anni. Questo è il motivo per cui, dopo 100 anni, riteniamo che sia importante studiare le principali dinamiche di questo processo rivoluzionario. Siamo convinti che si possano trarre lezioni fondamentali anche per la nostra attività militante oggi.

Il testo su cui ci baseremo è Storia della Rivoluzione Russa di Trockij, che intendiamo pubblicare integralmente sul nostro sito. Pensiamo che sia un patrimonio che debba essere messo a disposizione di tutti. Attraverso il libro seguiremo giorno dopo giorno, mese dopo mese, l’evoluzione della rivoluzione, i suoi passi in avanti come i suoi arretramenti. Il testo di Trockij utilizza il calendario giuliano, utilizzato nella Russia del ‘17 e di 13 giorni indietro rispetto al nostro. Quindi l’8 Marzo era in realtà il 23 Febbraio.

Ripubblicheremo anche i principali scritti di Lenin, che fu di sicuro il principale dirigente e teorico della Rivoluzione. Se il partito bolscevico adottò una tattica corretta nei confronti del governo provvisorio, tattica che nei mesi successivi gli permise di conquistare la maggioranza nei soviet, fu gran parte merito del contributo politico di Lenin. Tuttavia non vogliamo enfatizzare il ruolo di un singolo. L’organizzazione che portò all’Ottobre era composta soprattutto da tanti compagni di cui non sappiamo neanche il nome, ma il cui ruolo fu però fondamentale nel legare il partito bolscevico ai settori più avanzati della classe operaia.

Affronteremo anche il dibattito all’interno del partito bolscevico che fu tutt’altro che un monolite, come spesso viene presentato. In realtà Lenin tornò in Russia e decise di presentare le Tesi d’aprile a titolo personale contro il parere di tutto il cc. Il partito rischiò di spaccarsi più volte e ben due compagni del cc votarono contro l’insurrezione di Ottobre. Soltanto anni di discussioni meticolose, che agli occhi esterni più di una volta sembrarono ridicole, riuscirono a formare quell’organizzazione che fu in grado di rimanere coesa anche di fronte a confronti laceranti. Questo è un qualcosa che non si può improvvisare ed è una delle migliori lezioni della Rivoluzione Russa.  

La Rivoluzione d’Ottobre ha cambiato realmente il mondo. Per la prima volta nella storia, la classe operaia prese il potere di un intero paese. L’apparato statale venne spazzato via, così come la proprietà privata dei mezzi di produzione. I lavoratori detenevano il potere politico ed economico. Il livore e l’astio della borghesia sono tangibili anche oggi, a 100 anni di distanza. Nonostante quella Rivoluzione sia stata negli anni successivi tradita, calunniata, distorta e infine seppellita sotto le tonnellate di tradimenti perpetrati dalla burocrazia stalinista, ancora oggi la borghesia guarda a questo avvenimento con rabbia e con terrore. A tal fine si sprecano i tentativi di darne una propria chiave di lettura: colpo di stato, utopia dei bolscevichi, la rovina del paese, il Febbraio contrapposto all’Ottobre. Il Febbraio senza l’Ottobre sarebbe sfociato nella dittatura di Kornilov. Il Febbraio senza l’Ottobre avrebbe visto continuare la guerra con la Germania,  che aveva portato al massacro di milioni di proletari in Europa. Non c’è contrapposizione fra il Febbraio e l’Ottobre, fanno parte di un unico processo che poteva interrompersi bruscamente - nel corso del ‘17 vi è più di un’occasione - oppure svilupparsi, evolvendosi come è avvenuto nella realtà. Cercheremo quindi di seguire, nel corso di quest’anno, il processo evolutivo della Rivoluzione con l’obiettivo di comprenderne, passo dopo passo, ciò che l’ha condotta alla vittoria.