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Gramsci, la democrazia e il fascismo

Il 27 aprile del 1937 muore Antonio Gramsci, dopo 10 anni di prigionia nelle carceri fasciste. Arrestato nel novembre del 1926, il suo processo inizia nel maggio del 1928 per concludersi il 4 giugno. Il pubblico ministero conclude la sua requisitoria con la famosa frase «Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Gramsci infatti viene condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Nonostante le dure condizioni del carcere il fascismo non riesce a raggiungere questo obiettivo. In quei 10 lunghi anni Gramsci continua a dare il suo contributo politico, anche se in forma ben diversa dagli anni precedenti.

Non ci divide la razza, ma la classe sociale. Il tuo nemico non è l'immigrato, ma il capitale

Ogni giorno il razzismo ci rende più schiavi. Sia esso propagandato da Salvini o da chiunque altro, ci frega. Ci incatena a una misera esistenza di poveri che se la prendono con i più poveri. Ogni pregiudizio, ogni discorso da bar sull'argomento è sapientemente indotto e basato su notizie approssimative, mezze verità o vere e proprie menzogne.Tutto ciò che tv, radio, giornali e politici di turno ci raccontano sugli immigrati è falso.Tutto quello che sai sull'immigrazione è falso. Gli immigrati sono parte della nostra stessa classe sociale: come noi cercano lavoro, di sopravvivere, di sostentare la propria famiglia. Le condizioni peggiori di partenza li rendono ancora più isolati, sfruttati, preda della microcriminalità o disponibili a salari più bassi. E tutti i pregiudizi nei loro confronti sono funzionali a non farci lottare con loro per condizioni di vita migliori e a non strappare la ricchezza a chi la detiene.