La battaglia delle idee

Appunti sulle ultime elezioni politiche (terza parte). Una sconfitta sinistra

1. Poco meno di un anno fa scrivevamo questo: “Sono passati 10 anni dalla Sinistra Arcobaleno. Un bambino nato allora, oggi va in quinta elementare. I dirigenti di quella sinistra sono sempre fermi lì. L’elettoralismo li dominava. L’elettoralismo li domina. (…) Si aggregano per cercare di essere eletti e litigano per chi deve essere eletto. Su questa esigenza materiale costruiscono teorie, sigle, nuovi raggruppamenti, appelli, prese di posizione. L’intero apparato di segretari, assessori, consiglieri, e funzionari delle forze a sinistra del Pd dal 2008 in poi si è trovato sospeso in aria. Tuttavia non sono spariti. Si sono rimescolati, rinominati, riciclati. Sono rimasti come un peso inerziale su ogni tentativo di ripartenza”.

Appunti sulle ultime elezioni politiche. (seconda parte) Destra, fascisti e governismo a 5 Stelle

1. “Il Movimento 5 stelle (M5s) aumenta i propri voti rispetto alle ultime elezioni politiche di oltre 1,5 milioni, passando da 8.704.809 nel 2013 a 10.522.272 di ieri. Una crescita di 7,1 punti percentuali (dal 25,5% al 32,6%)” (Istituto Cattaneo). E' di gran lunga il primo partito tra i disoccupati e maggioranza relativa anche tra i lavoratori dipendenti. Una sinistra politica incapace di staccarsi dal proprio moderatismo ha reso il M5S il partito tradizionale del “disagio”. Al suo interno riesce a contenere l'intero spettro delle pulsioni presenti nel paese: dalla piccola borghesia rovinata fino al disoccupato, dalla xenofobia ad alcuni pezzi di No Tav. L'enorme forza centripeta che ha spinto tutti gli scontenti verso il M5S, si trasformerà ben presto in una enorme forza centrifuga. In verità la collisione tra aspettative e realtà è già cominciata: il governismo senza se e senza ma è ormai la cifra dominante nel movimento.

Appunti sulle ultime elezioni politiche. (prima parte) L'ora più buia che annuncia l'alba

1. L'affluenza alle ultime elezioni politiche ha registrato un nuovo calo: 2,27% in meno rispetto alle elezioni del 2013. Tra astensione, voto bianco o nullo, 13 milioni di aventi diritto non hanno partecipato al voto. La consultazione elettorale non è avvenuta in un crogiolo di generale partecipazione o entusiasmo. Perfino i 5 Stelle, indiscussi vincitori, hanno vissuto una campagna elettorale ben più sottotono rispetto alle piazze piene dello Tsunami Tour del 2013.