Guida alla lettura

 

Abbiamo inserito questo testo del marxista francese Pierre Broue “La rivoluzione ungherese dei consigli operai” scritto a poche settimane di distanza dall’epilogo della stessa rivoluzione, perché in esso troviamo esposti in maniera lucida e sintetica i principali avvenimenti che segnarono quell’esperienza rivoluzionaria.

 

Ne consigliamo la lettura per completare il quadro di questo avvenimento. Grazie a questo articolo infatti si riesce a far luce sulla vera natura di questa rivoluzione, quale carattere assunse, e quali istanze portava avanti. Come sempre accade nel corso di un processo rivoluzionario, anche nell’Ungheria del’56, la classe lavoratrice si è dotata in maniera autonoma e spontanea di forme consiliari. I consigli di fabbrica, potenzialmente veri e propri soviet, furono il motore di quel processo. Si tratta di una caratteristica di ogni rivoluzione e il fatto che in ogni processo rivoluzionario sorgano ad un certo punto forme di democrazia diretta, di consigli di fabbrica, comitati o altro ancora, dimostra quanto questo processo sia una tendenza immanente della rivoluzione socialista.

 

Nel vivo di una rivoluzione i fatti spingono queste forme di organizzazione ad assumere un ruolo politico. In questo modo i consigli arrivano a porre in discussione l’ordine costituito generando un dualismo di potere, ovvero una periodo in cui si contendono con la classe antagonista le leve fondamentali dello Stato fino a che una delle due forze non ha la meglio sull’altra.

 

I lavoratori ungheresi lottando contro la cricca di burocrati che aveva deformato la politica dell’Urss e opprimeva i paesi sotto la sua influenza, lottavano per ristabilire una vera democrazia operaia. Proprio per questo il loro naturale canale di espressione non potevano che essere i consigli operai, il mattone su cui doveva essere rifondato lo Stato operaio in Ungheria. Divenne chiaro che la rivoluzione ungherese riallacciandosi alle migliori tradizioni dell’ottobre e riabilitando la vera democrazia operaia poteva essere la scintilla che faceva esplodere una rivoluzione politica all’interno dei confini del Urss e disegnare un futuro diverso per le sorti della rivoluzione mondiale. Per questa ragione i dirigenti stalinisti a Mosca e tutti i loro scagnozzi ne furono terrorizzati. Per questo misero in atto una spietata repressione poliziesca.

 

Ciò che mancò all’eroismo e alla determinazione dei lavoratori ungheresi nel ’56, fu una direzione rivoluzionaria che fosse in grado di analizzare, pianificare e organizzare l’azione dei consigli nel vivo della lotta. I consigli operai sono solo la forma della democrazia operaia, non il contenuto o il programma rivoluzionario di per sé.

 

Una linea rivoluzionaria può farsi strada molto più facilmente in simili organismi, ma deve pur sempre essere avanzata, organizzata, partorita dal raggruppamento degli elementi più coscienti del processo. Può essere avanzata a patto che esista un'organizzazione politica che le dia gambe e corpo. A patto che esista, in poche parole, un partito rivoluzionario anche solo in forma embrionale.

 

E il testo di Brouè ne da una descrizione dettagliata.