Le premesse oggettive della rivoluzione socialista

La situazione politica mondiale è caratterizzata innanzi tutto dalla crisi storica della direzione del proletariato.

Le premesse economiche della rivoluzione proletaria hanno già raggiunto da tempo il punto più alto raggiungibile in regime capitalista. Le forze produttive dell'umanità non crescono più. Le nuove invenzioni e i nuovi progressi tecnici non portano a un incremento delle ricchezze materiali. Le crisi congiunturali, nelle condizioni di crisi sociale di tutto il sistema capitalista, determinano per le masse privazioni e sofferenze sempre più grandi. La disoccupazione crescente, a sua volta, approfondisce la crisi finanziaria dello Stato e mina i sistemi monetari sconvolti.

I governi – tanto quelli democratici come quelli fascisti – passano da una bancarotta all'altra.

La borghesia stessa non vede nessuna via d'uscita. Nei paesi in cui si è vista costretta a puntare sulla carta del fascismo, si avvia ora a occhi chiusi verso la catastrofe economica e militare. Nei paesi storicamente privilegiati, cioè quelli in cui può ancora permettersi, per un certo tempo, il lusso della democrazia a spese dell'accumulazione nazionale precedente (Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, ecc.), tutti i partiti tradizionali del capitale si trovano in una situazione di confusione che confina, a volte, con una paralisi della volontà. Il New Deal, nonostante la decisione ostentata nella prima fase, non è che una forma particolare di confusione, possibile in un paese in cui la borghesia ha potuto accumulare ricchezze senza numero. La crisi attuale, che è ben lungi dall'essersi sviluppata sino in fondo, ha già dimostrato che la politica di New Deal negli Stati Uniti – al pari della politica di fronte popolare in Francia – non risolve minimamente l'impasse economica.

Il quadro delle relazioni internazionali non è migliore. Sotto la pressione crescente del declino del capitalismo, gli antagonismi imperialistici hanno raggiunto il limite al di là del quale e conflitti settoriali e esplosioni sanguinose locali (Etiopia, Spagna, Estremo Oriente, Europa Centrale) devono sfociare inevitabilmente in una conflagrazione di portata mondiale. Certo, la borghesia si rende conto del pericolo mortale che una nuova guerra costituisce per la sua dominazione. Ma ora è ancor più incapace di evitarla di quanto lo fosse alla vigilia del 1914.

Tutte le chiacchiere secondo cui le condizioni storiche non sarebbero ancora "mature" per il socialismo, non sono che il prodotto dell'ignoranza o di una deliberata mistificazione. Le premesse oggettive della rivoluzione proletaria non solo sono mature, ma hanno addirittura cominciato a marcire. Senza una rivoluzione socialista – e nella prossima fase storica – una catastrofe minaccia tutta la civiltà umana. Tutto dipende dal proletariato, cioè fondamentalmente, dalla sua avanguardia rivoluzionaria. La crisi storica dell'umanità si riduce alla crisi della direzione rivoluzionaria.