Il proletariato e la sua direzione

L'economia, lo Stato, la politica della borghesia e i suoi rapporti internazionali sono intaccati profondamente da una crisi sociale, caratteristica di una situazione pre-rivoluzionaria della società. Il principale ostacolo sulla via della trasformazione della situazione pre-rivoluzionaria in una situazione rivoluzionaria, è il carattere opportunista della direzione proletaria, la sua codardia piccolo-borghese di fronte alla grande borghesia, il legame proditorio che mantiene con quest'ultima anche nella sua agonia.

In tutti i paesi il proletariato è in preda a una profonda inquietudine. Masse di milioni di uomini si sono incamminati a più riprese sulla via rivoluzionaria. Ma ogni volta si sono scontrati con i loro apparati burocratici conservatori. Il proletariato spagnolo, dall'Aprile 1934, ha compiuto una serie di eroici tentativi per prendere in mano il potere e la guida della società. Ma i suoi stessi partiti -socialdemocratici, staliniani, anarchici e POUM, ciascuno a suo modo - hanno sostenuto una funzione di freno preparando così la vittoria di Franco. In Francia, la poderosa ondata di scioperi con occupazioni di fabbriche, specialmente nel Giugno 1936, ha dimostrato che il proletariato era pienamente disposto a rovesciare il sistema capitalista. Ma le organizzazioni egemoni - socialisti, staliniani e sindacalisti - sono riuscite, sotto l'insegna dei fronti popolari, a canalizzare e ad arrestare, almeno temporaneamente, il torrente rivoluzionario. L'ondata senza precedenti di scioperi con occupazioni di fabbriche e lo sviluppo prodigiosamente rapido dei sindacati d'industria negli Stati Uniti (C.I.O.) sono l'espressione più incontestabile dell'aspirazione istintiva degli operai americani a portarsi al livello dei compiti che la storia pone dinanzi a loro. Ma anche qui le organizzazioni egemoni, compreso il C.I.O. di recente costituzione, fanno tutto il possibile per contenere e paralizzare l'offensiva rivoluzionaria delle masse.

Il passaggio definitivo dell'Internazionale comunista dalla parte dell'ordine borghese, il suo ruolo cinicamente controrivoluzionario nel mondo intero, e particolarmente in Spagna, in Francia, negli Stati Uniti e negli altri paesi "democratici", ha creato enormi difficoltà supplementari per il proletariato mondiale. Sotto il segno della rivoluzione d'Ottobre, la politica conciliatrice dei "fronti popolari" condanna la classe operaia all'impotenza e apre la strada al fascismo.

I "fronti popolari" da una parte e il fascismo dall'altra sono le ultime risorse politiche dell'imperialismo nella lotta contro la rivoluzione proletaria. Dal punto di vista storico, tuttavia, non sono che surrogati. La putrefazione del capitalismo continua sia sotto il segno del berretto frigio in Francia sia sotto il segno della svastica in Germania. Soltanto il rovesciamento della borghesia può offrire una via d'uscita.

L'orientamento della masse è determinato da un lato dalle condizioni oggettive del capitalismo in putrefazione, dall'altro dalla politica di tradimento delle vecchie organizzazioni operaie. Di questi fattori il primo è, naturalmente, quello decisivo: le leggi della storia sono più potenti degli apparati burocratici. Qualunque siano i metodi differenziati usati dai social-traditori, dalla legislazione "sociale" di Blum alle falsificazioni processuali di Stalin, costoro non riusciranno a spezzare la volontà rivoluzionaria del proletariato. I loro sforzi disperati per arrestare la ruota della storia dimostreranno sempre di più alle masse che la crisi di direzione del proletariato, che è divenuta la crisi della civiltà umana, non potrà essere risolta che dalla IV Internazionale.