I comitati di fabbrica

Il movimento operaio dell'epoca di transizione non ha uno sviluppo regolare ed omogeneo, ma febbrile ed esplosivo.

Le parole d'ordine, come le forme organizzative, devono essere subordinate a questo carattere del movimento. Rifiutando la routine come la peste, la direzione deve prestare la massima attenzione all'iniziativa delle masse. Gli scioperi con occupazione di fabbrica escono dai limiti del regime capitalistico normale. Indipendentemente dalle rivendicazioni degli scioperanti, l'occupazione temporanea delle fabbriche colpisce l'idolo della proprietà capitalistica.

Ogni sciopero con occupazione pone praticamente l'interrogativo: chi comanda nella fabbrica, il capitalista o gli operai? Se l'occupazione pone questo interrogativo episodicamente, il comitato di fabbrica ne costituisce l'espressione organizzata. Eletto da tutti gli operai e da tutti gli impiegati dell'azienda, il comitato di fabbrica crea di colpo un contrappeso alla volontà della direzione.

Alla critica riformista dei padroni di antico stampo, i cosiddetti "padroni per diritto divino" tipo Ford, diversi dai "buoni" sfruttatori "democratici", contrapponiamo la parola d'ordine dei comitati di fabbrica come centri di lotta contro gli uni e gli altri.

I burocrati dei sindacati si oppongono, come regola generale, alla creazione dei comitati, allo stesso modo che si oppongono ad ogni audace passo sulla via della mobilitazione delle masse. Sarà, tuttavia, tanto più facile spezzare la loro opposizione quanto più ampio sarà il movimento.

Dove gli operai dell'azienda già in periodi "calmi" sono tutti organizzati nel sindacato (closed shop), il comitato coinciderà formalmente con l'organo del sindacato, ma ne sarà mutata la composizione e ne saranno estese le funzioni. Tuttavia, il principale significato dei comitati è di diventare gli stati maggiori di quegli strati operai che il sindacato non è capace, in generale, di raggiungere. D'altra parte è precisamente dagli strati più sfruttati che usciranno i distaccamenti più fedeli della rivoluzione.

Non appena compare il comitato nella fabbrica, si stabilisce, di fatto, un dualismo di potere. Per la sua stessa natura, tale dualismo è transitorio, in quanto racchiude in sé due regimi inconciliabili: il regime capitalista e quello proletario. Che la propaganda per i comitati di fabbrica non sia né prematura né artificiosa, è testimoniato nel migliore dei modi dall'ondata di occupazioni di fabbrica che si è manifestata in un certo numero di paesi.

Nuove ondate di questo tipo sono inevitabili in un prossimo avvenire. E' necessario aprire per tempo una campagna in favore dei comitati di fabbrica per non trovarsi presi alla sprovvista.