Contro il settarismo

In seguito al tradimento e alla degenerazione delle organizzazioni storiche del proletariato, alla periferia della IV Internazionale, sono nati o si sono rigenerati gruppi e formazioni settarie di vario genere. Alla loro radice è il rifiuto di lottare per rivendicazioni parziali e transitorie, cioè per gli interessi e i bisogni elementari delle masse quali sono oggi. Per i settari prepararsi alla rivoluzione significa unicamente convincere se stessi dei vantaggi del socialismo. Essi propongono di volgere le spalle ai "vecchi" sindacati, cioè a decine di milioni di operai - come se le masse potessero vivere al di fuori delle condizioni reali di lotta! Rimangono indifferenti alla lotta interna nelle organizzazioni riformiste - come se potessero conquistare le masse senza intervenire in questa lotta! Si rifiutano, in pratica, di fare una distinzione tra democrazia borghese e fascismo - come se le masse potessero non accertare questa distinzione a ogni momento!

I settari non sanno vedere che due colori: il bianco e il nero. Per non lasciarsi indurre in tentazione, semplificano la realtà. Si rifiutano, nel caso della Spagna, di distinguere tra i due campi in lotta per la semplice ragione che sono entrambi di natura borghese. Per la stessa ragione pensano che è necessario rimanere neutrali nella guerra tra il Giappone e la Cina. Negano la differenza essenziale tra l'URSS e i paesi borghesi e, data la politica reazionaria della burocrazia sovietica, si rifiutano di difendere dall'imperialismo le forme di proprietà create dalla rivoluzione d'Ottobre. Sono incapaci di trovare accesso alle masse e per questo non esitano ad accusare le masse di essere incapaci di elevarsi sino alle idee rivoluzionarie.

Per questi sterili profeti non c'è nessun bisogno di un ponte, sotto forma di rivendicazioni transitorie, perché non hanno nessuna intenzione di passare sull'altra sponda. Segnano il passo, si accontentano di ripetere le stesse vuote astrazioni. Gli avvenimenti politici sono per loro l'occasione per fare dei commenti, non per agire. Siccome, al pari dei confusionisti e dei facitori di miracoli di ogni genere, subiscono ad ogni momento ceffoni dalla realtà, i settari vivono in un permanente stato di irritazione, lagnandosi di continuo del "sistema" e dei suoi "metodi" e abbandonandosi a piccoli intrighi. Nei loro ambienti impongono di solito un regime dispotico. La prostrazione politica del settarismo non fa che accompagnare, come un'ombra, la prostrazione dell'opportunismo senza aprire prospettive rivoluzionarie. Nella politica pratica i settari si uniscono a ogni passo agli opportunisti e soprattutto ai centristi per lottare contro il marxismo.

La maggioranza dei gruppi e delle cricche settarie di questo genere, che si nutrono delle briciole cadute dalla tavola della IV Internazionale, conducono un'esistenza organizzativa "indipendente" con grandi pretese, ma senza la benché minima possibilità di successo. I bolscevico-leninisti non intendono perdere il loro tempo e lasciano tranquillamente questi gruppi al loro destino.

Ma tendenze settarie esistono anche nelle nostre file ed hanno un'influenza nefasta sull'attività di certe sezioni. Ciò non può essere tollerato ulteriormente. Una politica giusta nei confronti dei sindacati è una condizione fondamentale per l'appartenenza alla IV Internazionale. Chi non cerca e non trova la via del movimento delle masse, non è un combattente, ma un peso morto per l'organizzazione. Il programma non viene formulato per una redazione, una sala di lettura o un club di discussione, ma per l'azione rivoluzionaria di milioni di uomini. L'epurazione delle file della IV Internazionale dal settarismo e dai settari incorreggibili è la condizione primaria per successi rivoluzionari.