29 giugno 1931

Bisogna criticare di continuo Maurin in modo spietato: gli avvenimenti confermeranno interamente la nostra critica. Entro un breve lasso di tempo, Maurin non sarà più che un personaggio comico con le sue riflessioni provinciali, le sue dottrine fruste e le sue rudimentali parole d'ordine. L'importante è sapere chi gli succederà. L'Opposizione di sinistra non potrà divenire una forza dirigente in tutta la Spagna senza esserlo in Catalogna.

La seconda questione urgente è la questione degli anarco-sindacalisti. È indispensabile pubblicare un opuscolo contro gli anarco-sindacalisti e diffonderlo largamente non solo in Spagna, ma anche in altri paesi. Avete letto gli articoli di Monatte1 in cui egli esprime la speranza di vedere gli anarco-sindacalisti spagnoli contrapporre allo Stato bolscevico uno Stato veramente "anarchico"? Le sorti di tutto l'anarchismo mondiale o meglio dei suoi resti, risparmiati dalla Rivoluzione russa, sono oggi intimamente legate alle sorti dell’anarco-sindacalismo spagnolo. E poiché l'anarco-sindacalismo in Spagna va inevitabilmente verso il fallimento, più miserevole e più ridicolo, è fuori dubbio che la rivoluzione spagnola sarà la tomba dell'anarchia. Ma bisogna stare attenti che la tomba dell'anarco-sindacalismo non divenga contemporaneamente la tomba della rivoluzione. Se Maurin è una copertura temporanea per gli staliniani, l’anarco-sindacalismo è una copertura temporanea per i socialisti e per i repubblicani, cioè per la borghesia. Come Maurin può consegnare gli operai catalani avanzati alla burocrazia centrista, cosi gli anarco-sindacalisti possono consegnare tutta la rivoluzione alla borghesia. La lotta teorica e pratica contro l’anarco-sindacalismo si pone ora all'ordine del giorno. È evidente che questa lotta deve essere condotta sulla base della politica di fronte unico, di unità dell'organizzazione sindacale ecc. Ma bisogna smascherare i capi dell'anarco-sindacalismo e, innanzi tutto, mettere a nudo il miserevole papa laico Pestagna2, che senza nessun dubbio avrà la parte più infame e più vile nello sviluppo ulteriore della rivoluzione. Gli estratti del discorso di Maurin producono una penosa impressione. Al contrario di noi, guarda un po', considera il piano quinquennale come una conquista della rivoluzione! È possibile che non abbia letto niente? A proposito, l'agenzia Reuter e altre agenzie diffondono falsi telegrammi circa miei pretesi articoli e mie pretese interviste sul piano quinquennale (insuccesso completo, menzogna ecc.). È di estrema importanza smascherare e smentire queste infamie. Nel caso in questione, la borghesia si vale contro gli staliniani delle loro stesse menzogne e calunnie.


 

1 Pierre Monatte, dirigente sindacalista francese prima della prima guerra mondiale, fu contro la guerra e aderì successivamente alla III Internazionale, da cui doveva però essere espulso dopo breve tempo.

2 Pestagna, dirigente anarco-sindacalista; dopo il suo distacco dall'anarchismo, ebbe tendenze riformistiche.