21 novembre 1930

Nel mio articolo ho espresso con molta cautela l'idea che dopo molti anni di dittatura, dopo un movimento di opposizione della borghesia, dopo tutto il rumore provocato artificialmente dai repubblicani, dopo le manifestazioni studentesche, c’è da aspettarsi una inevitabile azione operaia e ho lasciato intendere che una simile azione avrebbe potuto cogliere alla sprovvista i partiti rivoluzionari. Se non mi sbaglio, certi compagni spagnoli hanno ritenuto che esagerassi il valore sintomatico delle manifestazioni studentesche e, allo stesso tempo, le prospettive del movimento rivoluzionario operaio. Ma dopo di allora i movimenti di sciopero hanno assunto in Spagna un'ampiezza formidabile. È del lutto impossibile discernere chiaramente chi siano i dirigenti di questi scioperi. Non pensate che la Spagna potrebbe passare attraverso il ciclo di avvenimenti vissuti dall'Italia a partire dal 1918-19: fermenti, scioperi, sciopero generale, occupazione delle fabbriche, mancanza di direzione, decadenza del movimento, ascesa del fascismo e dittatura controrivoluzionaria? Il regime di Primo di Rivera non era una dittatura fascista, perché non si basava su una reazione delle masse piccolo-borghesi. Non credete che, in seguito all'indubbia spinta rivoluzionaria che si verifica ora in Spagna se l'avanguardia proletaria come partito restasse passiva e incapace, come in passato - la situazione potrebbe prestarsi a un autentico fascismo? Quello che vi è di più pericoloso in simili circostanze, è il perdere tempo.