20 aprile 1931

Balzano agli occhi molti elementi di rassomiglianza tra il regime del febbraio 1917 in Russia e l'attuale regime repubblicano in Spagna. Ma si scorgono pure profonde differenze: a) la Spagna non è in guerra e non avete da lanciare una penetrante parola d'ordine di lotta per la pace; b) non avete ancora soviet operai, né - c'è bisogno di dirlo? - soviet di soldati; dalla stampa non vedo che questa parola d'ordine sia stata neppure proposta alle masse; c) il governo repubblicano esercita sin dagli inizi la repressione contro l'ala sinistra del proletariato, il che da noi, nel febbraio, non si è verificato, perché le baionette erano a disposizione dei soviet degli operai e dei soldati, e non nelle mani del governo liberale.

Quest'ultimo punto è di un'enorme importanza per la nostra agitazione. Il regime di febbraio realizzava di colpo sul piano politico una democrazia completa, e, nel suo genere, pressoché assoluta. La borghesia si reggeva solo per il credito che aveva tra le masse operaie e nell'esercito. Da voi, la borghesia si basa non solo sulla fiducia, ma anche sulla violenza organizzata, ripresa dal vecchio regime. Non avete completa libertà di riunione, di parola, di stampa ecc. Le basi elettorali dei vostri nuovi comuni sono assai lungi dallo spirito democratico. Ora, in un periodo rivoluzionario, le masse sono particolarmente sensibili a qualsiasi inuguaglianza di diritti e alle misure poliziesche di qualsiasi genere. In altri termini, è indispensabile che i comunisti, per il momento, appaiano come il partito democratico più conseguente, più risoluto e più intransigente. D’altra parte bisogna preoccuparsi immediatamente di costituire soviet operai. A questo proposito, la lotta per la democrazia è un ottimo punto di partenza. Loro, hanno il loro Comune: noi operai abbiamo bisogno della nostra giunta locale per difendere i nostri diritti e i nostri interessi.