17 maggio 1931

(Da una lettera indirizzata a Madrid.)

Parliamo di quello che viene definito il "nazionalismo" della Federazione catalana. È una questione molto importante, molto grave. Gli errori commessi su questo piano possono avere conseguenze fatali.

La rivoluzione ha ridestato in Spagna, più fortemente che mai, tutte le questioni, tra cui quella delle nazionalità. Le tendenze e le illusioni nazionali sono rappresentate principalmente dagli intellettuali piccolo-borghesi, che cercano di trovare un appoggio tra i contadini contro la funzione snazionalizzatrice del grande capitale e contro la burocrazia statale. La funzione dirigente - nella fase attuale - della piccola borghesia nel movimento di emancipazione nazionale, come in generale in tutto il movimento democratico rivoluzionario, introduce inevitabilmente in questo movimento molti pregiudizi di ogni genere. Provenendo da questi ambienti, le illusioni nazionali si infiltrano pure tra gli operai. Questa è verosimilmente, nel suo complesso, la situazione in Catalogna, e forse sino a un certo punto nella Federazione catalana. Ma quello che ho detto non attenua affatto il carattere progressista, rivoluzionario-democratico della lotta nazionale catalana contro la dominazione spagnola, l'imperialismo borghese e il centralismo burocratico. Non si deve perdere di vista per un solo istante che l'intera Spagna e la Catalogna, come parte costitutiva del paese, sono attualmente governate non da nazionaldemocratici catalani, ma da borghesi imperialisti spagnoli, alleati a grossi proprietari terrieri, a vecchi burocrati e a generali, con l'appoggio dei socialisti-nazionali. Tutta questa confraternita è dell'opinione di conservare da una parte le servitù delle colonie spagnole e di assicurare dall'altra il massimo di centralizzazione burocratica del territorio metropolitano: cioè vuole che i catalani, i baschi e le altre nazionalità siano schiacciate dalla borghesia spagnola. Nella fase attuale, date le presenti combinazioni delle forze di classe, il nazionalismo catalano è un fattore rivoluzionario progressista. Il comunista spagnolo che non comprende questa distinzione, che affetta di ignorarla, che non la valorizza al massimo, che si sforza al contrario di attenuarne l'importanza, rischia di diventare un agente inconsapevole della borghesia spagnola e di essere per sempre perduto per la causa della rivoluzione proletaria.

In che consiste il pericolo delle illusioni nazionali piccolo-borghesi? Nel fatto che possono dividere il proletariato spagnolo in settori nazionali. Il pericolo è molto sedo. I comunisti spagnoli possono combatterlo con successo ma in un modo solo: denunciando implacabilmente le violenze commesse dalla borghesia della nazionalità dominante e acquistando cosi la fiducia del proletariato delle nazionalità oppresse. Qualsiasi altra politica si ridurrebbe a un appoggio al nazionalismo reazionario della borghesia imperialista che è padrona del paese, contro il nazionalismo rivoluzionario-democratico della piccola borghesia di una nazionalità oppressa.