13 marzo 1931

Qualche parola a proposito delle giunte di soldati. Abbiamo interesse che si costituiscano come organizzazioni indipendenti? È una questione molto seria, a proposito della quale ci si deve fissare sin dall'inizio una certa linea di condotta, pur riservandosi, naturalmente, il diritto di rettificarla sulla base delle indicazioni dell'esperienza.

Nel 1905 in Russia non si era ancora arrivati a costituire soviet di soldati. Deputati dell'esercito si fecero vedere nei soviet operai, ma fu solo episodicamente. Nel 1917 i soviet dei soldati hanno avuto una funzione formidabile. A Piter (Pietrogrado) il soviet dei soldati si fuse con quello degli operai sin dagli inizi e i rappresentanti dell'esercito costituivano la schiacciante maggioranza. A Mosca, i due soviet rimasero indipendenti l'uno dall'altro. Ma, in ultima analisi, era una questione tecnica organizzativa: infatti, l'immenso esercito contava allora da dieci a dodici milioni di contadini.

In Spagna gli effettivi dell'esercito sono quelli del tempo di pace, sono insignificanti rispetto alla popolazione nel suo complesso e anche rispetto agli effettivi del proletariato. In queste condizioni, è forse inevitabile che i sodati si organizzino in soviet indipendenti? Dal punto di vista degli interessi della politica proletaria, abbiamo interesse ad attirare i delegati dei soldati nelle giunte operaie via via che queste si costituiscono. Le giunte composte unicamente da soldati potrebbero formarsi solo nel momento in cui la rivoluzione raggiungerà il suo punto culminante, oppure quando avrà riportato la vittoria. Le giunte operaie possono (e devono!) costituirsi prima, sulla base degli scioperi, del boicottaggio delle Cortes e, successivamente, della partecipazione alle elezioni. Si può per conseguenza far venire delegati-soldati nelle giunte operaie molto prima che si costituiscano giunte puramente militari. Ma vado più in là: se si prendesse tempestivamente l'iniziativa di costituire giunte operaie e di assicurare la loro azione verso l'esercito, si riuscirebbe forse a evitare in seguito la costituzione di giunte di soldati indipendenti, suscettibili di cadere sotto l'influenza di ufficiali arrivisti e non degli operai rivoluzionari. La scarsa consistenza degli effettivi dell'esercito spagnolo milita a favore di questa ipotesi. D'altra parte, però, questo esercito poco numeroso ha proprie tradizioni di politica rivoluzionaria che in forma cosi accentuata non esistono nell'esercito di nessun altro paese. Circostanza che potrebbe certo impedire, in una certa misura, la fusione dei delegati-soldati con le giunte operaie.

Vedete che su questo punto non oso pronunciarmi categoricamente: per di più, neppure i compagni che osservano la situazione più da vicino sono probabilmente in grado di dare una soluzione categorica. Mi limito ad aprire il dibattito: prima si comincerà, nei larghi circoli dell'elite operaia, a discutere certe questioni, e più sarà facile risolverle in seguito. In ogni caso ci si dovrebbe orientare verso un inserimento dei delegati-soldati nelle giunte operaie. Se ciò riuscisse anche solo parzialmente sarebbe già un fatto positivo. Ma appunto in vista di questo risultato, bisogna studiare a tempo e minuziosamente le disposizioni dell'esercito, dei diversi corpi, delle diverse armi ecc. Insomma, sarebbe bene cercar di delineare collettivamente una carta politica della Spagna con lo scopo di definire con maggiore precisione i rapporti di forza in ogni regione e i rapporti reciproci tra le regioni. Bisognerebbe indicare su questa carta le regioni operaie, i focolai rivoluzionari, le organizzazioni sindacali e i partiti, le guarnigioni, i rapporti di forza tra rossi e bianchi, le regioni in cui si determina un movimento contadino ecc. Per quanto possano essere poco numerosi, gli elementi di opposizione potrebbero in vari luoghi prendere l'iniziativa di questo studio, collaborando con i migliori rappresentanti degli altri gruppi rivoluzionari. Cosi si formerebbero gli elementi di un grande stato maggiore rivoluzionario. Il nucleo centrale assicurerebbe a questo lavoro la necessaria unità. Questo lavoro preparatorio, che potrebbe sembrare all'inizio di carattere "accademico", acquisterebbe in seguito un grandissimo valore, forse addirittura di portata decisiva. In un periodo come quello che attraversa la Spagna, il più grande errore che si possa fare è di perdere tempo.