Il problema della rivoluzione permanente

Beninteso, la rivoluzione proletaria è al tempo stesso una rivoluzione contadina; ma attualmente è impossibile una rivoluzione contadina al di fuori della rivoluzione proletaria. Abbiamo tutto il diritto di dire ai contadini che il nostro fine è di creare una repubblica operaia e contadina allo stesso modo che abbiamo chiamato "governo operaio e contadino" il governo della dittatura proletaria dopo la Ri­voluzione d'Ottobre. Ma lungi dal contrapporre la rivolu­zione operaia e contadina alla rivoluzione proletaria, le assi­miliamo l'una all'altra. È il solo modo di porre la questione come si conviene.

Qui ricadiamo in pieno nel problema cosiddetto della "rivo­luzione permanente". Combattendo questa teoria, gli epi­goni sono arrivati a rompere completamente con il punto di vista di classe. È’ vero che dopo l'esperienza del "blocco delle quattro classi" in Cina sono divenuti più prudenti. Ma il loro confusionismo ha potuto solo aumentare ed essi fanno di tutto per trasmetterlo agli altri. Fortunatamente, sotto la pressione degli eventi, questa que­stione è uscita dal quadro delle profonde meditazioni dei professionisti della rivoluzione che lavorano sui vecchi te­sti. Non si tratta più di ricordi storici, né di una scelta di citazioni; si tratta di una nuova grandiosa esperienza storica che si sviluppa dinanzi agli occhi di tutti. Qui sono messi a confronto due punti di vista sull'arena della lotta rivolu­zionaria.

Gli avvenimenti diranno l'ultima parola. Non si può sfug­gire alla loro verifica. Il comunista spagnolo che non si sarà reso conto a tempo della sostanza delle questioni collegate alla lotta contro il "trotskismo", sarà teoricamente disar­mato di fronte alle questioni fondamentali della rivoluzione spagnola.