Due varianti: opportunismo o avventurismo

Si tratta, ripetiamolo, non di sottigliezze accademiche, ma di questioni vitali della strategia rivoluzionaria del prole­tariato. È errato dire che in Spagna si pone attualmente "la questione di una rivoluzione operaia-contadina". È’ errato dire che in Spagna è venuto il momento di intraprendere una nuova rivoluzione, cioè una lotta immediata per la conquista del potere. No, la questione che si pone è quella della conquista delle masse allo scopo di liberarle dalle loro illusioni repubblicane e dalla fiducia che ripongono nei socialisti, per poterle raggruppare per un movimento rivoluzio­nario. La seconda rivoluzione verrà, ma sarà la rivoluzione del proletariato che trascinerà dietro di sé i contadini po­veri. Tra il regime borghese e la dittatura del proletariato non ci sarà posto per nessun tipo di "rivoluzione operaia-contadina" intesa in senso particolare. Contare su una simile rivoluzione e adeguarvi la propria politica significa costrin­gere il proletariato a un regime Kuomintang, cioè mandare in rovina la rivoluzione.

Le formule confusioniste della "Pravda" aprono due vie che - lo ripetiamo - sono state seguite sino in fondo in Cina: la via dell'opportunismo e quella dell'avventura. Se oggi la "Pravda" non si decide ancora a "caratterizzare" la rivoluzione spagnola come una rivoluzione operaia-conta­dina, chissà che non lo faccia domani quando Zamora-Chang Kai-shek sarà stato sostituito dal "fedele Wang Ching-wei", diciamo da un uomo di sinistra come Lerroux[1]. I sapienti professori, i Martynov, i Kuusinen e compagni non potran­no forse decidere che si tratta appunto di una repubblica operaia e contadina che "dobbiamo appoggiare a condizione che..." (formula di Stalin nel marzo 1917) o "appoggiare completamente" (formula dello stesso Stalin per il Kuomin­tang nel 1925-27)?

Ma c'è ancora una possibilità per gli avventurieri, che forse corrisponde meglio allo stato d'animo centrista di oggi. L'editoriale della "Pravda" dice che le masse spagnole "co­minciano a indirizzare i loro colpi anche contro il governo". Il Partito comunista spagnolo può forse lanciare come ur­gente la parola d'ordine del rovesciamento del governo at­tuale? La "Pravda", nel suo dotto studio, dichiara - abbiamo sentito - che si tratta innanzi tutto di fare una rivoluzione operaia e contadina. Se si vede in questa "frase" non una ipertrofia, ma un rovesciamento del potere, si rivela una nuova prospettiva, quella di un'avventura. Il debole Partito comunista può dirsi a Madrid, come si è detto (o come gli si è imposto di dire) nel dicembre 1927 a Canton: "Per una dittatura proletaria, certo, non siamo ancora maturi; ma poiché si tratta di una fase intermedia, di una dittatura operaia e contadina, cerchiamo, anche con le nostre deboli forze, di provocare un'insurrezione: forse ne verrà fuori qualche cosa!". Infatti non è difficile prevederlo: quando si constaterà che si è perduto criminalmente il primo anno della rivoluzione spagnola, i responsabili di questa perdita di tempo fustigheranno violentemente il loro personale "esecutivo" e potranno lanciarsi in una tragica avventura tipo quella di Canton.

 

 

 

[1] Wang Ching-wei, membro del Kuomintang che ruppe nel 1927, costi­tuendo il cosiddetto Kuomintang di sinistra, con cui la III Internazionale stabili una collaborazione. Ma, come Chang Kai-shek, Wang Ching-wei orga­nizzò poi la repressione contro i comunisti. Durante la guerra collaborò con i giapponesi. Lerroux fu un dirigente dei radicali spagnoli e divenne ministro e presi­dente del Consiglio.