Guida alla lettura

I marxisti non si disperano, i marxisti traggono le proprie lezioni anche dalle sconfitte. E’ con questo spirito che Trockij va ad analizzare quanto è avvenuto in Spagna, individuando gli errori commessi nel corso della rivoluzione per evitare che si ripresentino in futuro.

Le maggiori responsabilità sono da ricercarsi nella politica del Fronte Popolare propugnato dagli staliniani, una tattica fallimentare che teorizza l’alleanza tra il proletariato e la cosiddetta “borghesia democratica”. Spargendo illusioni verso un settore della classe dominante, gli staliniani accantonano  le rivendicazioni degli operai in favore dell’illusione che la borghesia sia ancora in grado di condurre delle riforme democratiche, ma così non è. Il capitalismo ha esaurito il proprio ruolo rivoluzionario da almeno un secolo e la borghesia non ha più interesse a condurre una battaglia su quelle parole d’ordine che una volta difendeva. Per questo motivo il proletariato deve prendere in mano i compiti lasciati in sospeso dal capitalismo e portarli avanti attraverso una rivoluzione permanente, che colleghi le rivendicazioni democratiche a quelle effettivamente socialiste.

Non solo lo stalinismo, anche l’anarchismo ha le proprie responsabilità nella sconfitta della rivoluzione spagnola. Rinunciando alla presa del potere, gli anarchici non si battono per la rivoluzione fino alle sue estreme conseguenze, ovvero l’instaurazione della dittatura del proletariato. La scelta di restare in mezzo al guado di fatto rafforza la borghesia, perché fa sì che il potere rimanga nelle mani di chi già lo detiene e lascia il campo libero alle presa delle posizioni staliniane.

Trockij non lesina le critiche nemmeno nei confronti del POUM, che in diversi casi si accoda alle posizioni anarchiche, relegando il proprio ruolo al tentativo di convincerne i  dirigenti e tralasciando un intervento nella loro base, a partire dalla CNT. Agendo in questa maniera, il POUM isola le avanguardie dal resto della classe, impedendo la nascita di un partito genuinamente rivoluzionario.

Lo scritto, senza dubbio il più significativo contributo di Trockij sulla rivoluzione spagnola, è del dicembre 1937, quando l'autore è già esule in Messico. Trockij ha pubblicato altri  saggi e articoli sulla Spagna tra il 1930 e il 1932, tra i quali segnaliamo “La rivoluzione spagnola e i compiti dei comunisti”, “La rivoluzione spagnola e i pericoli che la minacciano” e “La rivoluzione spagnola giorno per giorno”.