Lo specchio ideale del capitalismo

Nell'epoca in cui fu pubblicato il primo volume del Capitale la dominazione mondiale da parte della borghesia inglese era ancora intatta. Le leggi astratte dell'economia mercantile trovavano naturalmente la loro più perfetta incarnazione, e cioè la meno legata a passate influenze, nel paese dove il capitalismo aveva raggiunto il suo massimo sviluppo. Pur basandosi nella sua analisi soprattutto sull'Inghilterra, Marx non aveva presente soltanto l'Inghilterra, ma l'intero mondo capitalistico. Si servì dell'Inghilterra del suo tempo come del migliore specchio contemporaneo del capitalismo. Ora resta solo il ricordo del primato britannico. I vantaggi della primogenitura capitalistica si sono trasformati in svantaggi. La struttura tecnica ed economica dell'Inghilterra s'è logorata. Il paese continua a dipendere per la sua posizione mondiale dall'impero coloniale, eredità del pas­sato, più che da un attivo potenziale economico. Questo spiega, inci­dentalmente, la cristiana carità di Chamberlain verso il gangsterismo internazionale dei fascisti, carità che ha suscitato tanto stupore. La borghesia inglese non può fare a meno di accorgersi che la sua deca­denza economica è diventata del tutto incompatibile con la sua posi­zione nel mondo e che una nuova guerra minaccia di provocare il crol­lo dell'impero britannico. Essenzialmente analoghe sono le basi eco­nomiche del "pacifismo" francese.

La Germania, al contrario, ha utilizzato nella sua rapida ascesa capitalistica i vantaggi dell'arretratezza storica, armandosi con la tec­nica più perfetta dell'Europa. Con una ristretta base nazionale e scar­sità di risorse naturali, il dinamico capitalismo germanico si è per necessità trasformato nel più esplosivo elemento nel cosiddetto equi­librio delle forze mondiali. L'epilettica ideologia di Hitler è soltanto un'immagine riflessa dell'epilessia del capitalismo germanico.

Oltre ai numerosi incomparabili vantaggi di carattere storico, lo svi­luppo degli Stati Uniti ha goduto della preminenza di un territorio incommensurabilmente più esteso e di ricchezze naturali straordina­riamente più grandi, che non la Germania. Superata, e di molto, la Gran Bretagna, la repubblica nordamericana divenne agli inizi di que­sto secolo la massima fortezza della borghesia mondiale. Là tutte le possibilità insite nel capitalismo hanno trovato la loro più alta affer­mazione. In nessun'altra parte del nostro pianeta la borghesia può in qualsiasi modo superare le conquiste attuate nella repubblica del dol­laro, che è diventata, per il capitalismo del ventesimo secolo, lo spec­chio più perfetto.

Per gli stessi motivi per cui Marx preferì basare la sua analisi su sta­tistiche inglesi, resoconti parlamentari inglesi, "libri azzurri" inglesi, noi siamo ricorsi nella nostra moderna introduzione a documentazioni fornite principalmente dalle esperienze economiche e politiche degli Stati Uniti. Non sarebbe difficile, naturalmente, citare fatti e cifre ana­loghe dalla vita di ogni altro paese capitalista. Ma ciò non aggiunge­rebbe nulla di essenziale. Le conclusioni rimarrebbero le stesse, solo i fatti citati sarebbero meno impressionanti.

La politica economica del Fronte Popolare in Francia è stata, come uno dei suoi finanzieri l'ha giustamente definita, una riduzione del New Deal "per lillipuziani". È più che ovvio che in una analisi teori­ca sia infinitamente più comodo trattare con ordini di grandezze ciclo­piche anziché lillipuziane. E la stessa immensità dell'esperimento di Roosevelt dimostra come soltanto un miracolo possa salvare il siste­ma mondiale capitalistico. Ma si dà il caso che lo sviluppo della pro­duzione capitalistica ponga un termine alla produzione di miracoli. Inni propiziatori e preghiere abbondano, i miracoli non si verificano. Tuttavia è chiaro che se il miracolo del ringiovanimento del capitali­smo avesse a verificarsi in qualche luogo, non potrebbe accadere che negli Stati Uniti. Ma questo ringiovanimento non è stato raggiunto. Ciò che i ciclopi non sono stati capaci di fare, ancor meno lo possono i lillipuziani. Gettare le fondamenta di questa semplice conclusione è lo scopo della nostra scorribanda nel campo dell'economia americana.