Le teorie di Marx sono divenute antiquate?

I problemi relativi alla concorrenza, all'accentramento della ricchezza e al monopolio sottintendono naturalmente il problema se ai nostri giorni i principi economici di Marx abbiano un puro interesse storico, come, per esempio, le teorie di Adam Smith, o se continuino ad avere un senso attuale. Il criterio per rispondere al quesito è sem­plice: se la teoria calcola con esattezza l’andamento economico preve­dendone l'evoluzione meglio delle altre, sarà la teoria più avanzata del nostro tempo, anche se sia vecchia di parecchie generazioni.

Il celebre economista tedesco Werner Sombart, che fu virtualmente marxista agli inizi della sua carriera, per poi rivedere tutti gli aspetti più rivoluzionari della dottrina marxista, oppose al Capitale di Marx il suo proprio Capitalismo, che è probabilmente il più noto trattato d'e­conomia borghese della nostra epoca. Sombart scrive: "Marx ha pro­fetizzato: in primo luogo, la miseria crescente dei lavoratori salariati; in secondo luogo, il generale "accentramento" con la scomparsa della classe degli artigiani e dei contadini; infine, il crollo catastrofico del capitalismo. Nulla del genere è ancora avvenuto".

A questa erronea previsione Sombart oppone il suo pronostico "strettamente scientifico". "Il capitalismo continuerà" secondo lui "a trasformarsi internamente nella stessa direzione in cui ha già comin­ciato a trasformarsi fin dall'epoca del suo apogeo: invecchiando diverrà sempre più calmo, più sedato, più ragionevole". Cerchiamo di verificare, almeno lungo le linee fondamentali, quale dei due abbia ragione: Marx con le sue previsioni di catastrofe, o Sombart, che in nome di tutta l'economia borghese promise che le cose si sarebbero accomodate pacificamente, tranquillamente, ragionevolmente? Il let­tore ammetterà che il problema è degno d'attenzione.