Ineguaglianza e sfruttamento

Ma se le merci vengono scambiate secondo la quantità di lavoro che esse rappresentano, come nasce l'ineguaglianza dall'uguaglianza? Marx risolse questo rompicapo mostrando la natura particolare di una data merce, che sta alla base d'ogni altra merce: la forza-lavoro. Il pro­prietario dei mezzi di produzione, o capitalista, compera la forza-lavo­ro. Come ogni altra merce, la forza-lavoro viene valutata secondo la quantità di lavoro investitavi, e cioè secondo i mezzi di sussistenza necessari alla vita e alla riproduzione dell'operaio. Ma il consumo della merce-lavoro consiste nel lavoro, nella creazione cioè di nuovi valori. La quantità di questi valori è più grande di quella che l'operaio stesso riceve e spende per il proprio mantenimento. Il capitalista compera la forza-lavoro per sfruttarla. È questo sfruttamento la fonte dell' ineguaglianza.

Quella parte del prodotto che serve a coprire il mantenimento dell'o­peraio, Marx la chiama prodotto-necessario', quella che l'operaio pro­duce in più è prodotto in eccesso, o plus-valore. Il plus-valore deve esse­re stato prodotto dallo schiavo diversamente il proprietario di schiavi non ne avrebbe tenuti. Il plus-valore deve essere stato prodotto dal servo della gleba, diversamente i vassallaggio non sarebbe stato di nessuna utilità ai proprietari terrieri. Il plus-valore, e in proporzioni considere­volmente maggiori, è ancora prodotto dal lavoratore salariato, diversa­mente il capitalista non avrebbe bisogno di comperare forza lavoro. La lotta di classe non è altro che la lotta per il plus-valore. Chi possiede plus-valore è il padrone della situazione, possiede ricchezza, possiede lo stato, le chiavi della chiesa, delle corti, delle scienze e delle arti.