Che cosa viene offerto al lettore

Questo libro espone coerentemente le basi della dottrina economica di Marx con le stesse parole di Marx. Dopo tutto, nessuno è anco­ra riuscito a esporre la teoria del lavoro sul valore economico meglio dello stesso Marx[1].

Certe argomentazioni di Marx, specialmente nel primo capitolo, il più difficile, potranno sembrare al lettore profano troppo verbose, sofi­stiche o "metafisiche". A dire il vero, questa impressione deriva dalla scarsa abitudine di studiare scientificamente i fenomeni ordinari. Le merci sono diventate un elemento così diffuso, così familiare e consueto della nostra vita quotidiana che non tentiamo nemmeno di riflettere sul perché gli uomini si privino di oggetti importantissimi, necessari a mantenerci in vita, in cambio di certi dischetti d'oro o d'ar­gento che non servono assolutamente a nulla su questa terra. Non soltanto il caso delle merci. Non v'è ramo dell'economia degli scambi che non paia accettato, senza la minima analisi, come ovvio, come base naturale dei rapporti umani. Eppure, mentre la realtà del proces­so economico consiste in elementi come la mano d'opera, le materie prime, gli strumenti, le macchine, la divisione del lavoro, la necessità di distribuire prodotti finiti tra coloro che partecipano al processo di produzione, e simili, categorie come "merci", "denaro", "salari", "capitale", "profitti", "tasse", e simili paiono soltanto, alla mente degli uomini, riflessi semi-mistici dei vari aspetti di un processo economi­co, che essi uomini non comprendono e non sono in grado di control­lare. Per decifrarli, è necessaria un'approfondita analisi scientifica.

Negli Stati Uniti dove di un uomo che possegga un milione si dice che "vale" un milione, i concetti economici sono scesi ancora più in basso che in ogni altro paese. Fino a tempi recentissimi gli americani si sono preoccupati ben poco della natura dei rapporti economici. Nella terra del più potente sistema economico, le dottrine economiche continuavano a essere eccessivamente povere. Solo la crisi recente, dalle conseguenze a lunga scadenza, dell'economia americana ha brutalmente posto l'opinione pubblica americana di fronte ai problemi fondamentali della società capitalista. Ad ogni modo, chiunque non abbia superato l'abitudine di accettare senza alcuno spirito critico i concetti prodotti in serie dallo sviluppo economico, chiunque non abbia riflettuto, sulle orme di Marx, sulla natura essenziale della merce come cellula fondamentale dell'organismo capitalista, sarà sempre incapace di comprendere scientificamente le manifestazioni più importanti della nostra epoca.


[1] La riduzione del primo volume del Capitale, fondamento di tutto il sistema dell'economia marxista, è stata fatta da Otto Ruhle con profonda comprensione di simile compito. Sono stati eliminati esempi superati dai tempi, poi citazioni da scritti che oggi hanno solo interesse storico, polemiche con autori ormai dimen­ticati e infine numerosi documenti che, quale che possa essere la loro impor­tanza per la comprensione di una data epoca, non hanno posto in un'esposizione concisa, che persegue fini teorici più che storici. Nello stesso tempo, Otto Ruhle ha fatto tutto il possibile per conservare continuità al procedere dell'analisi scientifica. Deduzioni logiche e passaggi dialettici non sono stati, ne siamo certi, interrotti in nessun punto. È ragionevole che questo estratto esiga una lettura quanto mai attenta.