Guida alla lettura

Non sono molti gli articoli che Trockij lascia incompiuti sulla propria scrivania nell’agosto del 1940. “Classe, partito, direzione” è probabilmente l’ultima, incompiuta, riflessione sulla sconfitta della rivoluzione spagnola.

Il pretesto è la pubblicazione di articolo sulla rivista di un gruppo settario francese, il Que faire?, dedicato alla presunta incapacità della classe lavoratrice spagnola di emanciparsi dalle proprie direzioni traditrici. Il ragionamento che fa questa setta è semplice: se davvero le masse sono in un periodo rivoluzionario, perché non hanno abbandonato la direzione stalinista, che ha soffocato il processo rivoluzionario attraverso il governo di fronte popolare? Evidentemente, conclude questa setta, la colpa è da attribuirsi al fatto che i lavoratori non fossero politicamente maturi.

A tale visione piccolo borghese Trockij risponde colpo su colpo, facendo ruotare tutto l’articolo attorno a un concetto fondamentale: per quanto eroici possano essere i lavoratori in lotta, un partito rivoluzionario non può essere improvvisato nel fuoco della battaglia rivoluzionaria. Richiede anni e anni di preparazione dei suoi quadri sotto le condizioni e le circostanze più diverse. Solo la pratica può avere l’ultima parola sulla correttezza di una linea politica.

Precisamente per questo si può comprendere il muro contro cui i lavoratori spagnoli dovettero cozzare. Tutte le loro direzioni naturali passarono coscientemente o incoscientemente dalla parte della controrivoluzione. I dirigenti a cui si erano affidati si dimostrarono i più fidati alleati della borghesia spagnola. Le bandiere sotto cui pensavano di lottare non erano portatrici di alcuna istanza rivoluzionaria.

In queste circostanze nessuna direzione rivoluzionaria conseguente può formarsi solo ed esclusivamente a partire dagli avvenimenti. Sotto il fuoco di titanici scontri contro la borghesia può nascere una nuova generazione di rivoluzionari, ma questa necessita dell’esperienza di quei quadri rivoluzionari temprati dagli anni della lotta di classe come da quelli di riflusso, da quelli di lotta aperta come da quelli di ritirata.

E’ un piccolo gioiello di elaborazione teorica, questo articolo. Non poteva mancare in un percorso teorico sulla rivoluzione spagnola.