I provvedimenti per il controllo sono universalmente noti

Ma, ci si potrebbe domandare, i mezzi e i provvedimenti per effettuare il controllo sono forse qualcosa di eccezionalmente complicato, difficile, non ancora sperimentato e persino sconosciuto? Si possono forse spiegare le dilazioni col fatto che gli uomini di Stato del partito cadetto, della classe industriale e commerciale, dei partiti socialista-rivoluzionario e menscevico da sei mesi sudano sangue per trovare, studiare, scoprire i provvedimenti e i mezzi per effettuare il controllo, ma il problema è incredibilmente difficile e continua a rimanere insoluto?

Niente affatto! Si cerca appunto di presentare le cose in questo modo e di “gettar polvere negli occhi” al lavoratore isolato più arretrato, ignorante, intimidito e ai perbenisti che tutto credono e nulla approfondiscono. In realtà persino lo zarismo, persino il “vecchio regime”, costituendo i comitati di mobilitazione industriale, sapeva quale era il provvedimento essenziale, il mezzo e il metodo principale per esercitare il controllo: creare organizzazioni della popolazione secondo le varie professioni, i tipi di attività e i rami di lavoro, ecc. Ma lo zarismo temeva l’aggregazione e l’organizzazione della popolazione e perciò limitava in tutti i modi, ostacolava artificiosamente questo mezzo e metodo di controllo universalmente noto, particolarmente facile e perfettamente applicabile.

Tutti gli Stati belligeranti, schiacciati dal peso enorme e dalle calamità della guerra, soffrendo in maggiore o minore misura dello sfacelo e della carestia, hanno già da lungo tempo stabilito, definito, applicato e messo alla  prova una serie di provvedimenti per effettuare il controllo, che, quasi sempre, si riducono a raggruppare la popolazione, a creare e incoraggiare associazioni di ogni genere, alle quali partecipano rappresentanti dello Stato e poste sotto il suo controllo, ecc. Tutti questi provvedimenti sono universalmente noti. Se ne è parlato e scritto molto. Le leggi sul controllo, promulgate dalle potenze belligeranti progredite, sono state tradotte in lingua russa o esposte in tutti i loro particolari sulla nostra stampa.

Se il nostro governo volesse realmente applicare il controllo in modo serio e fattivo, se le sue istituzioni non si fossero condannate, con il loro servilismo verso i capitalisti, a una “inerzia totale”, lo Stato non avrebbe che da attingere a piene mani nell’abbondante riserva dei provvedimenti di controllo già noti, già applicati. Il solo ostacolo che vi si frappone - ostacolo che i cadetti, i socialisti-rivoluzionari e i menscevichi celano agli occhi del popolo - è, e continua ad essere, il fatto che il controllo rivelerebbe i favolosi profitti dei capitalisti e colpirebbe questi profitti.

Per meglio chiarire questa importantissima questione (che in sostanza è la questione del programma di ogni governo veramente rivoluzionario che voglia salvare la Russia dalla guerra e dalla carestia), enumereremo le principali misure di controllo e le esamineremo una ad una.

Vedremo che per un governo che non si chiamasse democratico rivoluzionario solo per scherzo, sarebbe stato sufficiente, fin dalla prima settimana della sua formazione, decretare (decidere, ordinare) l’applicazione dei principali provvedimenti di controllo, stabilire sanzioni serie - e non risibili - contro i capitalisti che avessero cercato di sottrarvisi in modo fraudolento e invitare la popolazione stessa a sorvegliare i capitalisti, a vigilare affinché essi rispettassero scrupolosamente le decisioni sul controllo, e il controllo sarebbe stato da lungo tempo applicato in Russia.

Ecco i principali di questi provvedimenti:

  1. Fusione     di tutte le banche in una sola banca e controllo delle sue     operazioni da parte dello Stato, oppure nazionalizzazione delle     banche.
  2. Nazionalizzazione     dei sindacati [associazioni di settore] capitalisti, cioè dei     monopoli capitalisti più importanti (sindacato dello zucchero, del     petrolio, del carbone, della metallurgia, ecc.).
  3. Abolizione     del segreto commerciale.
  4. Cartellizzazione     forzata (cioè obbligo per tutti gli industriali, commercianti e     padroni in generale di raggrupparsi in associazioni e unioni).
  5. Raggruppamento     obbligatorio della popolazione in società di consumo, o     incoraggiamento a tale associazione, e controllo di queste società.

Esaminiamo quale importanza avrebbe ciascuno di questi provvedimenti a condizione di essere applicato con spirito democratico e rivoluzionario.