Il valore

La merce è, in primo luogo, una cosa che soddisfa un qualsiasi bisogno dell'uomo; in secondo luogo, una cosa che si può scambiare con un'altra. L'utilità di una cosa fa di essa un valore d'uso. Il valore di scambio (o semplicemente: valore) è, innanzitutto, il rapporto, la proporzione secondo la quale una certa quantità di valori d'uso di una specie viene scambiata con una certa quantità di valori d'uso di specie diversa. L'esperienza quotidiana ci dimostra che attraverso milioni e miliardi di tali scambi si stabiliscono continuamente dei rapporti di equivalenza tra i valori d'uso più diversi e meno comparabili l'uno con l'altro. Che cosa hanno di comune queste cose diverse, continuamente trattate come equivalenti fra di loro in un determinato sistema di rapporti sociali? Hanno questo in comune: che sono prodotti dal lavoro. Scambiando dei prodotti, gli uomini stabiliscono dei rapporti di equivalenza tra le più diverse specie di lavoro. La produzione delle merci è un sistema di rapporti sociali nel quale i singoli produttori creano prodotti di qualità diversa (divisione sociale del lavoro), e tutti questi prodotti sono fatti uguali l'uno all'altro mediante lo scambio. Per conseguenza, quel che tutte le merci hanno di comune non è il lavoro concreto di un determinato ramo della produzione, né il lavoro d una stessa specie, ma il lavoro umano astratto, il lavoro umano :n generale. Tutta la forza-lavoro di una data società, rappresentata dalla somma del valore di tutte le merci, è una sola e stessa forza umana di lavoro: miliardi di fatti di scambio lo dimostrano. E per conseguenza ogni singola merce rappresenta soltanto una certa parte del tempo di lavoro socialmente necessario. La grandezza del valore è determinata dalla quantità di lavoro socialmente necessario, cioè dal tempo di lavoro socialmente necessario per la produzione di una data merce, di un dato valore d'uso. “Gli uomini equiparano l'uno con l'altro i loro differenti lavori come lavoro umano, equiparando l'uno con l'altro, come valori, nello scambio, i loro prodotti eterogenei. Non sanno di far ciò, ma lo fanno”. Il valore è un rapporto tra due persone, diceva un vecchio economista; avrebbe dovuto soltanto aggiungere: un rapporto dissimulato sotto un rivestimento di cose. Soltanto se ci si pone dal punto di vista dei rapporti sociali di produzione in una determinata formazione storica della società e inoltre dei rapporti che si manifestano in uno scambio che si ripete miliardi di volte, si può comprendere che cos'è il valore. “Come valori, tutte le merci sono soltanto misure determinate di tempo di lavoro coagulato”. Dopo aver analizzato particolareggiatamente il duplice carattere del lavoro incorporato nella merce, Marx passa all'analisi delle forme del valore e all'analisi del denaro. Il compito principale che qui Marx si assume è la ricerca dell'origine della forma monetaria del valore, lo studio del processo storico dello sviluppo dello scambio, cominciando dalle sue manifestazioni singole e occasionali (“forma semplice, singola, occasionale del valore”: una data quantità di merce che si scambia con una data quantità di un'altra merce) fino alla forma generale del valore, quando una serie di merci diverse si scambiano contro una determinata merce che rimane sempre la stessa, e fino alla forma monetaria del valore, in cui questa determinata merce, l'equivalente generale, è l'oro. Essendo il più alto prodotto dello sviluppo dello scambio e della produzione mercantile, il denaro nasconde e dissimula il carattere sociale dei lavori individuali, il legame sociale fra i produttori singoli, collegati dal mercato. Marx sottopone a un'analisi straordinariamente circostanziata le diverse funzioni del denaro; e anche qui (come in genere nei primi capitoli del Capitale) è particolarmente importante notare inoltre che la forma di esposizione astratta

I talvolta, in apparenza, puramente deduttiva, fornisce in realtà una documentazione immensamente ricca per la storia dello sviluppo delle scambio e della produzione mercantile. “Il denaro presuppone un certo livello dello scambio di merci. Le forme particolari del denaro, puro e semplice equivalente della merce, o mezzo di circolazione, o mezzo di pagamento, o tesoro e moneta ideale, indicano di volta in volta, a seconda della diversa tensione e della relativa preponderanza dell'una o dell'altra funzione, gradi diversissimi del processo sociale di produzione” (Il Capitale, vol. I).