Guida alla lettura

Questo articolo fu pubblicato sulla “Pravda” nel 1913, in occasione del trentesimo anniversario della morte di Marx. Lenin analizza lo sviluppo della dottrina marxista a partire dalla pubblicazione de “Il Manifesto del Partito Comunista”.

La storia di tutta la società è una storia di lotte di classe”: queste parole sintetizzavano il pensiero del filosofo tedesco. Marx fu il primo a individuare nel proletariato l’unica classe in grado di svolgere un ruolo decisivo nell’abbattimento del capitalismo. Le rivoluzioni del 1848 e in particolare la Comune di Parigi dimostrarono la correttezza di questa analisi. In questi anni la nascita della I Internazionale (1864) pose le basi per la creazione dei primi partiti dei lavoratori (su tutti la socialdemocrazia tedesca). Furono anni importanti per il marxismo anche dal punto di vista della lotta contro le altre tendenze presenti nel movimento operaio. In particolare fu molto aspra la polemica con gli anarchici che non capivano la necessità della forma partito e non condividevano la centralità del ruolo della classe operaia nel processo rivoluzionario.

La dottrina di Marx si affermò su tutte le altre, estendendosi con la nascita dei primi partiti operai. Allo stesso tempo all’interno di questi partiti cominciò a farsi largo il riformismo che, pur richiamandosi ad un linguaggio marxista, lo metteva fortemente in discussione: nelle parole di Lenin “Esso interpreta il periodo della preparazione delle forze per le grandi battaglie come una rinuncia a queste battaglie. Esso intende il miglioramento delle condizioni della lotta degli schiavi contro la schiavitù del salario nel senso di una vendita per qualche quattrino, da parte degli schiavi, dei loro diritti alla libertà. Esso predica vilmente la "pace sociale" (ossia la pace con lo schiavismo), la rinuncia alla lotta di classe, e così via. L'opportunismo trova moltissimi fautori tra i vari deputati socialisti al parlamento, i vari funzionari del movimento operaio e gli intellettuali "simpatizzanti".

L’inizio della guerra nel 1914 porterà al tradimento dei diversi partiti socialdemocratici: ad eccezione dei bolscevichi russi e dei socialisti italiani (questi ultimi però espressero la loro posizione con la formula decisamente ambigua “né aderire né sabotare”), tutti i partiti socialisti europei capitoleranno di fronte alla borghesia del proprio paese. Il protrarsi della guerra creerà le condizioni per lo scoppio della rivoluzione praticamente in tutti i paesi coinvolti nel conflitto bellico. La vittoria della rivoluzione in Russia nel 1917(la cui prova generale si ebbe nel 1905) sarà la prima vera vittoria della classe operaia e delle idee comuniste.