Politica tradunionista e politica socialdemocratica

Cominceremo ancora una volta lodando il Raboceie Dielo. Letteratura accusatrice e lotta proletaria, così Martynov ha intitolato il suo articolo nelRaboceie Dielo (n. 10) sulle divergenze con l’Iskra. «Non possiamo limitarci unicamente a una semplice denuncia del regime che intralcia il suo sviluppo [del partito operaio]. Dobbiamo anche farci portavoce degli interessi quotidiani e urgenti del proletariato» (p. 63). Così Martynov formula la sostanza dei dissensi: «...l’Iskra... è effettivamente l'organo dell'opposizione rivoluzionaria, che denuncia il nostro regime e principalmente il nostro regime politico... Noi, invece lavoriamo e lavoreremo per la causa operaia, in stretto legame organico con la lotta proletaria» (ivi). Non si può che essere riconoscenti a Martynov di questa formulazione. Essa acquista un interesse generale evidente, dato che, in sostanza, abbraccia non soltanto i nostri dissensi col Raboceie Dielo, ma tutte le divergenze che esistono fra noi e gli «economisti» a proposito del problema della lotta politica. Abbiamo già dimostrato che gli "economisti" non negano la "politica" in modo assoluto, ma deviano continuamente dalla concezione socialdemocratica verso la concezione tradunionista della politica. Allo stesso modo devia Martynov, e perciò siamo d'accordo di prenderlo come modello degli errori economisti in tale questione. Ci studieremo di dimostrare che né gli autori del Supplemento speciale alla Rabociaia Mysl, né gli autori del proclama del «Gruppo di autoemancipazione», né infine gli autori della lettera economica dell'Iskra (n. 12) sono in diritto di rimproverarci tale scelta.