L'eliminazione di Largo Caballero

La sconfitta del proletariato della Catalogna segnò un altro passo avanti per la controrivoluzione. Fino a questo punto la reazione aveva agito con la copertura della collaborazione della CNT e della UGT, e dal settembre al dicembre perfino con la partecipazione dei dirigenti del POUM alla Generalidad. In tal modo il vuoto tra il programma dichiaratamente borghese del blocco borghese-comunista e le aspirazioni rivoluzionarie delle masse era stato colmato dai centristi!. Era giunto il momento per il blocco borghese-comunista di liberarsi dei centristi .

Sviluppi del genere sono frequenti nella storia recente. Quando i colpi inflitti alla sinistra hanno rafforzato in misura sufficiente la destra, questa è in grado di volgersi contro i cen-tristi, i cui servigi fino a quel momento le erano stati indispensabili per schiacciare la sinistra. Il governo che nasce quindi dalla soppressione della classe operaia rivoluzionaria, è un governo molto più a destra del regime che ha provocato questa soppressione. Tale infatti fu il risultato della sanguinosa repressione degli spartachisti del 1919 ad opera di Noske e di Scheidemann. Tali furono le conseguenze della « stabiliz-zazione » in Austria avvenuta per mano di Renner e Bauer. Era ora la volta del centrismo spagnolo di pagare il prezzo di essere stato complice della fine del proletariato catalano.

Il primo articolo della proposta di legge presentata dai comunisti al governo di Valencia prevedeva la piena soppressione del POUM. Perché proprio del POUM? Come tutti i rinnegati, gli stalinisti comprendono la dialettica della rivoluzione meglio dei loro alleati, che sono sempre stati riformisti. Malgrado la sua politica di indecisioni, il POUM contava tra le sue file molti combattenti rivoluzionari al servizio del proletariato. Perfino i dirigenti del POUM, impreparati per la rivoluzione, sarebbero stati trascinati ad opporsi alla controrivoluzione palese. Stalin aveva compreso bene che perfino coloro che si erano arresi, gli Zinov'ev e i Kamenev, avrebbero rappresentato un pericolo il giorno in cui le masse si fossero ribellate. La parola d'ordine di Stalin è: distruggere ogni possibile focolaio, ogni persona capace attorno alla quale le masse potrebbero sollevarsi. Questa formula criminale, già messa in pratica nei processi di agosto e di gennaio a Mosca, veniva ora applicata alla Spagna e al POUM.

I socialisti di sinistra inorriditi non ne vollero sapere. Uno dei loro organi, « Adelante » di Valencia, scrisse nell'articolo di fondo dell'11 maggio:

« Se il governo di Caballero dovesse applicare le misure di repressione che la sezione spagnola del Comintern sta tentando di suggerire, diverrebbe un governo molto vicino a quelli di Gil Robles o Lerroux; distruggerebbe l'unità della classe operaia e ci esporrebbe al pericolo di perdere la guerra e di soffocare la rivoluzione . . . Un governo composto per la maggior parte di elementi provenienti dal movimento operaio non può usare metodi che sono propri dei governi reazionari e fascisti ».

 

Il gabinetto si riunì il 15 maggio, e Uribe, ministro comunista dell'agricoltura, pose in modo deciso la questione a Caballero: era pronto a convenire sullo scioglimento del POUM, sulla confisca delle sue stazioni trasmittenti, della sua stampa, dei suoi edifici, delle sue merci, ecc., e sull'imprigionamento del Comitato centrale e dei Comitati locali che avevano appoggiato l'insurrezione di Barcellona? Federica Montseny si rendeva abbastanza conto della situazione al punto da presentare un dossier comprovante la preparazione di un piano, sia in Spagna sia all'estero, per soffocare la guerra e la rivoluzione. Ella accusava Lluhi y Vallesca e Gassol (Esquerra), e Comorera (PSUC), insieme a un rappresentante basco, di aver partecipato a una riunione a Bruxelles nella quale si era convenuto di annientare le organizzazioni rivoluzionarie (POUM e CNT-FAI) allo scopo di preparare una soluzione finale alla guerra civile per mezzo di interventi da parte delle « potenze amiche » (Francia e Inghilterra).

Caballero dichiarò che non poteva avallare, in quanto presidente, una decisione che comportasse la repressione di altre organizzazioni operaie e che era necessario distruggere la falsa teoria che c'era stato un movimento contro il governo in Catalogna, e tanto meno un movimento controrivoluzionario .

Ma poiché i comunisti continuavano a fare pressioni con le loro richieste, la Montseny mandò a prelevare un pacco contenente centinaia di sciarpe con lo scudo monarchico. Mi-gliaia di queste sciarpe erano state trovate nelle mani dei provocatori del PSUC  e dell'Estat Catala, che dovevano piantarle nelle sedi del POUM e della CNT. I due ministri comunisti si alzarono e si affrettarono ad abbandonare la seduta, dando così inizio alla crisi ministeriale.

Caballero si guardò intorno. Egli voleva che tutti precisassero la loro posizione. I borghesi e i ministri di Prieto furono solidali con i comunisti e uscirono. Questa fu l'ultima seduta di gabinetto del governo Caballero.

 

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La messa fuori legge del POUM fu la prima richiesta della controrivoluzione, ma i comunisti fecero ben presto seguire a questa altre richieste fondamentali per le quali Caballero e la sinistra socialista avrebbero declinato ogni responsabilità.

Effettivamente l'attrito tra i comunisti e la sinistra socialista andava crescendo da alcuni mesi. Una forte campagna contro lo stesso Caballero era stata organizzata nella stampa comunista fin dal marzo, quando il flusso dei telegrammi adulatori al « leader del popolo spagnolo » da parte « dei lavoratori di Magnitogorsk » era stato chiuso come un rubinetto dell'acqua. La campagna comunista era stata oggetto di commenti da parte degli organi della CNT e del POUM, e di risentite polemiche da parte della stampa della sinistra socialista. I cervelli ottenebrati degli anarchici interpretarono tale campagna come il solito peccato originale della politica, la rivalità cioè che spinge i partiti politici l'uno a dire male dell'altro. Il POUM cercò di guadagnare facilmente terreno tra gli operai accusando i comunisti di aver tentato di assorbire i socialisti. Juan Andrade, commentatore del POUM, vedeva le cose molto più chiaramente quando riconosceva che Caballero stava resistendo alle implicazioni più profonde delle direttive anglofrancesi. Ma la linea fondamentale del POUM che si limitava a denunciare ad alta voce la tendenza all’ assorbimento fece perdere al partito l'occasione di avvantaggiarsi del conflitto reale esistente tra Caballero e il blocco borghese-comunista. Perché effettivamente esistevano conflitti reali. Certamente non si trattava di conflitti su questioni fondamentali come quello tra riforme e rivoluzione; ma di divergenze abbastanza rilevanti e tali da permettere ad una audace politica rivoluzionaria di inserirsi tra i comunisti e la base di massa di Caballero, portando gli operai aderenti alla UGT a comprendere chiaramente il significato politico della strada che Caballero aveva seguito per otto mesi.

L'inserimento di elementi stalinisti nelle file di Caballero erano un fatto concreto. È un fenomeno abbastanza consueto nei movimenti operai, che quando due organizzazioni seguono la stessa politica, quella che è in possesso dell'apparato più forte proceda all'assorbimento dell'altra. Caballero aveva cessato di differenziarsi dai comunisti agli occhi delle masse sostenendo punti di vista identici in seno al fronte popolare, volendo vincere la guerra prima di fare la rivoluzione, volendo accattivarsi la simpatia dei paesi stranieri, volendo un esercito regolare di tipo borghese ecc. Col nucleo iniziale dell'apparato staliniano estremamente rafforzato da funzionari del Comintern e da finanziamenti cospicui — le brigate internazionali erano state accompagnate da centinaia di funzionari — i comunisti erano in condizione di fare proseliti a spese di Caballero.

Ciò si verificava particolarmente fra i giovani. La gioventù socialista aveva rappresentato il più valido sostegno per Caballero, ma la fusione con la gioventù comunista glielo aveva fatto perdere, sebbene i comunisti non avessero neppure la decima parte dei giovani aderenti alla gioventù socialista. I normali metodi di corruzione adottati dai comunisti — viaggi a Mosca, offerte di posti nel Comitato centrale del partito, rapporti con le organizzazioni giovanili comuniste russe e francesi, ecc. — si erano dimostrati efficaci. Poco tempo dopo la fusione, la gioventù socialista era entrata a far parte del Par-tito comunista e le organizzazioni « unificate » furono sottoposte al rigido controllo stalinista. Le organizzazioni locali « dissenzienti » furono « riorganizzate » e la sinistra venne espulsa perché trotskista. Caballero non era in condizione di protestare contro questi risultati, avendo lui stesso aderito al metodo burocratico della fusione, senza convocare un congresso della gioventù socialista per decidere se fare l'unificazione. Con la parola d'ordine « unificare tutta la generazione dei giovani », la direzione comunista si rafforzò reclutando indiscriminatamente tutti coloro che potevano essere persuasi ad accettare una tessera qualsiasi. Santiago Carillo, ad una assemblea plenaria del Comitato centrale del Partito comunista, senza vergogna sostenne la necessità del reclutamento di « simpatizzanti fascisti » tra i giovani. I comunisti, appoggiandosi agli elementi più arretrati compresi molti cattolici, furono in grado per un certo tempo di imbavagliare i molti giovani della sinistra ancora presenti nell'organizzazione.

Le perdite subite da Caballero a vantaggio dei comunisti non lo avevano portato a rompere con loro. L'assorbimento dei suoi sostenitori lo rese solo consapevole di essere più debole e lo spinse a fare altre concessioni.

Caballero venne ad un conflitto serio con i comunisti solo quando si rese conto che le loro ingerenze erano meno pericolose di quanto avesse supposto e che era molto più probabile che egli perdesse i suoi seguaci a vantaggio della sinistra piuttosto che dei comunisti. Le due sezioni più importanti della gioventù socialista, quella delle Asturie e quella di Valencia denunciarono la direzione comunista e si rifiutarono di accettare di entrare a far parte del Comitato nazionale « unificato ». Durante l'assemblea dei delegati di Madrid della UGT, la lista di Caballero prese tutti gli otto seggi nel consiglio municipale assegnati alla UGT, contrapponendosi a una lista presentata dai comunisti. Nel congresso della UGT dell'Asturia, il gruppo di Caballero ottenne 87.000 voti contro 12.000 da parte dei comunisti. Questi dati disponibili poco tempo prima della crisi governativa, mostravano che Caballero poteva avere la maggioranza nella UGT e che avrebbe fatto meglio a riconciliarsi con i suoi seguaci piuttosto che con i comunisti.

C'era soprattutto un passo del quale Caballero non poteva assumersi la responsabilità: le ultime manovre tendenti alla distruzione del controllo operaio nelle fabbriche. Qualunque cosa accadesse, le masse della UGT avevano questa ferma convinzione:  non avrebbero mai ceduto le fabbriche. L'organo della UGT di Madrid dichiarava a più riprese: « La fine della guerra deve anche segnare la fine del capitalismo ».

« Affinché gli sfruttatori della nostra vita cessino di essere i padroni dei mezzi di produzione è stato già sufficiente che il popolo abbia preso le armi nella lotta per l'indipendenza nazionale. I mezzi di produzione, dalle più importanti imprese finanziarie alle più piccole officine, sono di fatto già in mano e sotto la direzione delle classi operaie . . . Quali vestigia rimangono del vecchio sistema economico? La rivoluzione ha eliminato tutti i privilegi della borghesia e dell'aristocrazia » .

 

« Claridad »  in realtà riempiva quotidianamente le sue pagini di citazioni di Lenin. Non è necessario documentarci sul fatto che queste citazioni erano spesso commenti che con-dannavano le condizioni politiche di Caballero. Apparvero citazioni da Stato e rivoluzione, mentre Caballero rafforzava e ricostruiva l'apparato dello Stato borghese che avrebbe inevitabilmente strappato le fabbriche dalle mani degli operai. Ma, a meno che non fosse disposto ad accettare l'appoggio delle masse della UGT, Caballero non poteva prendere parte attiva nel togliere di fatto le fabbriche agli operai. Caballero era abbastanza formato come uomo politico del movimento operaio da rendersi conto che lo Stato che lui stesso aveva riportato in vita era estraneo al proletariato, che la parola d'ordine comunista-borghese del « controllo dello Stato sulle fabbriche » significava distruzione del potere dei comitati di fabbrica.

Possiamo sintetizzare le divergenze fondamentali tra Caballero — cioè tra la burocrazia della UGT — e il blocco borghese-comunista in questo modo: Caballero voleva una re-pubblica borghese-democratica (con alcune forme di controllo operaio sulla produzione coesistenti con la proprietà privata), che ottenesse la vittoria su Franco. Il blocco borghese-comunista era pronto ad accettare qualunque proposta venisse fatta dagli imperialisti anglo-francesi, che, al momento del rovesciamento del governo Caballero, era quella di un regime stabile borghese con la partecipazione dei capitalisti e dei proprietari terrieri che si nascondevano dietro Franco; un regime all'apparenza parlamentare, ma bonapartista nella sostanza, perché inaccettabile dalle masse.

Le prospettive li Caballero non differivano in modo sostanziale da quelle del blocco borghese-comunista da non consentire di procedere affiancati per un lungo tratto. Insieme erano andati avanti per otto mesi. Il 15 maggio era il momento giusto per la destra di rompere con Caballero? Il blocco borghese-comunista non avrebbe dovuto rinviare il momento della rottura di alcuni mesi, permettendo all'esercito e alla polizia di rafforzarsi in quanto istituzioni borghesi? Non si doveva trascinare i ministri della CNT sempre più a fondo nella palude? Non stavano forse rischiando che si formasse un raggruppamento di forze estromettendo dal governo le due organizzazioni di massa? I comunisti non stavano mostrando troppo apertamente il loro ruolo reazionario restando il solo gruppo operaio, oltre quello da tempo odiato di Prieto, che restasse a far parte del governo?

I comunisti probabilmente sopravvalutarono la loro capacità di assicurarsi il consenso di un certo numero di delegati della UGT a formare il nuovo governo, consenso che avrebbe dovuto nascondere il fatto che i sindacati nell'insieme si opponevano al nuovo governo. Perfino nei sindacati della UGT della Catalogna, burocraticamente controllati, i comunisti si dimostrarono incapaci di impedire che i più importanti settori dichiarassero il loro appoggio a Caballero. Altrove ottennero che solo pochi sindacati sanzionassero l'eliminazione di Caballero.

In ogni modo, se i comunisti commisero errori di calcolo circa la loro possibilità di procurare a Negrin un « fronte » operaio, essi avevano senza dubbio visto giusto nel fare altri calcoli. Secondo loro, gli avvenimenti di Barcellona indicavano chiaramente che i ministri della CNT non erano più in grado di controllare le masse della CNT; i combattimenti del 3-8 maggio avevano rivelato il baratro che si era aperto tra i dirigenti e le masse della CNT. Un'altra partecipazione al governo della CNT avrebbe costituito un freno modesto all'opposizione delle masse e d'altro lato poteva solo accelerare una rottura tra i dirigenti e le masse stesse. Per il periodo seguente gli Oliver e le Montseny sarebbero stati più utili come « leali oppositori » fuori del governo. Come oppositori, essi potevano riguadagnare terreno fra i loro seguaci, e il loro tipo di opposizione non avrebbe eccessivamente imbarazzato il governo Negrin.

Per quello che riguarda l'opposizione di Caballero, la sua tempra e le sue qualità erano già state sperimentate nella sua « critica rivoluzionaria » nei confronti del governo del fronte popolare del febbraio-luglio 1936, e nelle due dichiarazioni ancora più radicali del primo gabinetto di guerra del 19 luglio - 4 settembre 1936. Durante questi periodi Caballero aveva sfruttato il malcontento e poi era entrato a far parte del governo.

Se ostacoli imprevedibili fossero sorti a mettere in difficoltà il governo, il blocco borghese-comunista poteva sempre tornare allo status quo del 15 maggio, perché i centristi non chiedevano altro: « Non si può governare senza la UGT e la CNT » era lo slogan di Caballero e dei leaders della CNT. Nel frattempo era possibile prevedere che l'opposizione di Caballero non avrebbe mai preso la forma della ricostituzione della rete dei comitati operai e del loro coordinamento in soviet — e solo in tale caso il blocco borghese-comunista aveva qualcosa di veramente serio da temere.

Se la liquidazione della UGT e della CNT non comportava seri pericoli, offriva vantaggi immediati e futuri al blocco borghese-comunista, le cui esigenze immediate comprendevano:

 

  1. — Pieno controllo dell'esercito. I decreti per la mobilitazione e la riorganizzazione dell'esercito erano stati largamenti applicati da Caballero, quando era ministro della guerra. I reggimenti formati da soldati di leva erano organizzati sui vecchi modelli borghesi, e diretti da ufficiali provenienti in gran parte dal vecchio esercito o da graduati scelti dalle scuole di addestramento controllate dal governo. Tutti i tentativi tra le reclute di eleggere comitati di ufficiali o di soldati erano stati soffocati. Ma le milizie operaie che avevano sostenuto l'urto della lotta durante i primi sei mesi, non erano state ancora « riorganizzate »; le loro masse opponevano fiera resistenza alle sistematiche sostituzioni dei loro ufficiali, molti dei quali provenivano dalle loro file. Anche sul fronte di Madrid le milizie della UGT e della CNT, malgrado una riorganizzazione parziale, conservavano molti vecchi ufficiali e continuavano a stampare i loro giornali politici al fronte. Sul fronte catalano le milizie anarchiche si rifiutavano di rispettare i decreti che i ministri della CNT avevano firmato. Ugualmente importante è il fatto che Caballero dopo la perdita di Malaga si impressionò al punto da arrestare il generale Asensio e il comandante di Malaga, Villalba, per tradimento, e allontanò dallo stato maggiore molti borghesi amici di Prieto e i comunisti. La cautela adottata da quel momento da Caballero nella riorga-nizzazione dell'esercito rappresentava un serio ostacolo al programma di Prieto e dei comunisti. Allo scopo di arrivare decisamente all’inquadramento delle milizie in reggimenti con ufficiali borghesi in base al vecchio codice militare, e all'epurazione dei comandanti di sinistra in carica dai giorni di luglio, era necessario strappare completamente il controllo dell'esercito a Caballero.

 

  1. — Il ministero della guerra offriva la base migliore da cui partire per togliere il controllo delle fabbriche ai lavoratori. In nome delle esigenze di guerra, il ministero poteva intervenire per eliminare il controllo operaio nelle industrie di importanza strategica, quale le ferrovie e dei trasporti, le miniere, i metalli, le industrie tessili, il carbone e il petrolio. I comunisti avevano cominciato a prepararsi fin dall'aprile per questo intervento, mediante attacchi condotti sistematicamente contro tutte le industrie belliche. Sfortunatamente per loro avevano organizzato questa campagna (un'altra delle fiacche campagne, fatta obbedendo agli ordini dei rappresentanti del Comintern da Mosca) in un periodo in cui non c'era ancora l'atmosfera propizia al pogrom. Le loro calunnie vennero respinte da dichiarazioni congiunte fatte dalle organizzazioni della CNT e della UGT che erano coinvolte nelle fabbriche catalane e, come abbiamo visto, anche dal primo ministro Tarradellas che, come ministro delle finanze, concedeva alle fabbriche i fondi stanziati dal tesoro di Valencia, Fu chiaro allora che questo tipo di campagna non poteva avere successo, se condotta dall'esterno, e che il blocco borghese-comunista aveva bisogno del ministro della guerra per usurpare il controllo delle fabbriche agli operai.

 

  1. — Nel governo Caballero il ministero degli interni che controllava i due più importanti corpi di polizia (le guardie d'assalto e le guardie nazionali repubblicane) e la stampa, era presieduto da Angel Galarza del gruppo di Caballero. I rivoluzionari avevano sufficienti motivi per denunciare la sua politica, soprattutto perché Caballero e Galarza avevano firmato il decreto che proibiva alla polizia di aderire alle organizzazioni politiche e ai sindacati; e allontanare la polizia dal movimento operaio significava inevitabilmente metterla contro il movimento stesso.

Ciononostante Caballero e il suo gruppo si resero conto che la repressione della CNT avrebbe rappresentato un colpo fatale per la base (della UGT, e Caballero aveva bisogno della CNT come contrappeso al blocco borghese-comunista. Galarza aveva inviato cinquemila poliziotti a Barcellona, ma si era rifiutato di applicare la proposte di Prieto e dei comunisti che comportavano la liquidazione completa del POUM e rappresaglie contro la FAI-CNT. Ancora una volta il gruppo di Caballero aveva costituito lo strumento per sconfiggere il movimento operaio, ma si era ritirato davanti alle implicazioni de-rivanti dall'attuazione di questo disegno. Una volta che durante la battaglia di Barcellona, Caballero e Galarza avevano indotto ad affidare al governo centrale il controllo dell'ordine pubblico della Catalogna, era arrivato a maturazione il momento per i comunisti di espellere Galarza per assicurarsi il controllo della polizia e della stampa nella Catalogna e altrove.

 

  1. — Il programma di Prieto e dei comunisti che prevedeva la riconciliazione con la Chiesa cattolica — a metà strada verso la conciliazione con Franco — aveva incontrato l'opposizione di Caballero. La Chiesa, che aveva rappresentato l'ossatura della monarchia e del bienio negro, i due anni neri del governo Lerroux-Gil Robles, era stata la roccaforte della rivolta fascista. Essere membro di una organizzazione operaia aveva sempre significato in Spagna essere contro la Chiesa, perché il catechismo ufficiale aveva dichiarato che era peccato mortale « votare liberale ». Le masse spontaneamente avevano richiesto la chiusura forzata di tutte le chiese cattoliche nel luglio.

Difficilmente si può pensare ad una misura più impopolare di quella che avrebbe permesso alle organizzazioni ecclesiastiche di operare di nuovo liberamente — e nel mezzo della guerra civile! Inoltre questa misura rappresentava in pratica un pericolo per il movimento antifascista; infatti dato che il Vaticano si era schierato dalla parte di Franco, era inevitabile che avrebbe usato la Chiesa per aiutare il regime fascista. Eppure questa era stata la proposta del governo basco e dei suoi alleati, Prieto e i comunisti. Caballero aveva fatto molte cose per cercare di accattivarsi il favore degli imperialisti anglo-francesi; ma permettere alle organizzazioni della Chiesa di operare liberamente nel bel mezzo della guerra civile era troppo per lui.

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Questi motivi di conflitto tra Caballero e il blocco reazionario sono evidenti nelle richieste fatte dai vari partiti il 16 maggio, durante la visita d'obbligo resa al presidente Azana, per informarlo della posizione di ciascun gruppo sulla crisi ministeriale .

Manuel Cordero, portavoce dei socialisti di Prieto, dichiarava con meschina deferenza che la sua organizzazione era a favore di un governo che comprendesse tutte le fazioni — ma aggiungeva: «Io ha particolarmente insistito sulla necessità di un cambiamento radicale nella politica del ministero degli interni ».

Pedro Corominas dichiarò per l'« Esquerra catalana »: « Qualunque sia la decisione da prendere, sarà necessario adottare una soluzione forte e togliere di mezzo tutte le difficoltà di natura personale, attraverso più frequenti e stretti contatti con le Cortes della repubblica ». In altre parole la politica del governo avrebbe dovuto essere accettata dagli squalificati superstiti delle Cortes elette nel febbraio del 1936, con un accordo elettorale che dava la stragrande maggioranza nelle Cortes ai partiti borghesi!

Manuel Irujo parlò in modo abbastanza categorico per i capitalisti baschi:

« Ho dato i miei consigli a sua eccellenza per un governo di concentrazione nazionale, presieduto da un ministro socialista che goda la fiducia dei repubblicani (borghesi). Dal momento che Caballero ha perduto la fiducia dei gruppi del fronte popolare, sarebbe consigliabile, secondo noi, formare un governo con Negrin, Prieto o Besteiro con la collaborazione di tutte le organizzazioni politiche e sindacali che vorranno accettare le basi proposte.

« Sono costretto, al momento presente, a fare due richieste specifiche. La prima è la necessità di procedere, con le garanzie e le restrizioni che la guerra e l'ordine pubblico richiedono, al ristabilimento del regime costituzionale della libertà di coscienza e di religione ».

« La seconda richiesta si riferisce alla Catalogna. I repubblicani della Catalogna avrebbero preferito il più tempestivo ed efficace intervento da parte del governo della repubblica nell'assumere il controllo dell'ordine pubblico in appoggio alla Generalidad. Io credo che ciò che più conta per portare a compimento questi obblighi è il dovere irrefutabile del governo di liquidare completamente le cause del disordine e delle insurrezioni che disturbano la vita della Catalogna, siano esse circostanziali o endemiche ... ».

A questo stesso Irujo il blocco Prieto-comunista doveva ben presto affidare ... il ministero della giustizia.

Salvador Quemades, parlando per la sinistra repubblicana, il partito di Azana, richiedeva che il nuovo gabinetto « dovesse avere una politica decisa nelle questioni relative al-l'ordine pubblico ed alla ricostruzione economica; che la direzione della guerra, della marina e delle forze aeree fosse posta tutta sotto un solo comando ». Prieto era già ministro della marina e dell'aeronautica. Questo voleva dire aggiungere alle sue cariche anche quella del controllo dell'esercito (come venne fatto).

I comunisti richiedevano:

che il presidente del consiglio (primo ministro) si occupasse esclusivamente delle faccende presidenziali, e che il ministero della guerra fosse diretto da un altro ministro.

l'eliminazione di Galarza dal nuovo gabinetto a causa della « mitezza dimostrata a proposito dei problemi di ordine pubblico ».

i ministri della guerra e degli interni « devono essere persone che godono dell'appoggio di tutti i partiti e di tutte le organizzazioni che fanno parte del governo ». Il che voleva dire che questi posti chiave, indispensabili ai piani del blocco Prieto-comunista, dovevano passare nelle loro mani.

La CNT dichiarò che non avrebbe sostenuto alcun governo che non avesse come primo ministro e ministro della guerra Caballero. La UGT fece una dichiarazione simile. Il presidente Azana, ben sapendo ormai che le carte erano truccate, delegò Caballero a formare un nuovo gabinetto con rappresentanti di tutti i gruppi. Caballero, come tutti i centristi, si accinse a tagliarsi l'erba sotto i piedi da solo. Egli aveva già indebolito il suo principale alleato, la CNT, con la sua condotta durante gli avvenimenti di Barcellona. Ora offriva di ridurre i ministeri affidati alla CNT da quattro a due, offrendo quello della giustizia e quello della sanità. Al gruppo di Prieto offriva due ministeri, ma che riunivano le finanze alla agricoltura, e l'industria al commercio. La Pubblica istruzione ed il lavoro erano i ministeri destinati ai comunisti. La borghesia, che nei precedenti gabinetti non aveva avuto nessun ministero tranne quelli senza portafoglio, doveva ora ottenere i ministeri dei lavori pubblici e della propaganda (alla sinistra repubblicana), il ministero delle comunicazioni e della marina mercantile (alla Unione repubblicana); i ministeri senza portafoglio furono assegnati all’Esquerra e ai nazionalisti baschi. Il governo proposto da Caballero era in tal modo più a destra dei governi precedenti. La politica conciliatrice di Caballero verso le destre poteva solo dare l'impressione alle masse che l'intransigenza della destra significava superiorità di forze e spianava la strada al potere assoluto della destra con piena impunità.

I comunisti rifiutarono il compromesso di Caballero e rifiutarono anche il far parte del suo gabinetto a meno che non accettasse le condizioni da loro stabilite. Il gruppo di Prieto prontamente dichiarò che non avrebbe partecipato al governo senza i comunisti. I partiti borghesi fecero propria tale richiesta. Caballero poteva ora o formare un governo con la CNT-UGT o lasciare che il governo fosse formato dal blocco borghese-comunista. Caballero si comportò, durante la crisi ministeriale, secondo i dettami tradizionali della politica borghese, cioè tenne le masse completamente all'oscuro sugli sviluppi della situazione e non fece alcun tentativo di sollevare la classe operaia contro la destra.

Così si comportò anche la CNT. Venne reso noto in seguito che il giorno in cui il governo fosse caduto, Caballero avrebbe rassicurato la CNT che egli era pronto, se necessario, a far prendere il potere alla UGT e alla CNT. Nel giro di poche ore tuttavia egli fece marcia indietro sotto il pretesto di una opposizione all'interno della UGT. « Durante la crisi governativa la UGT ha fatto un doppio gioco » diceva in seguito un manifesto della FAI: « Le influenze borghesi e comuniste sono così forti all'interno di questa organizzazione che il suo settore rivoluzionario, cioè quello che era pronto a collaborare con noi, era paralizzato . . . Questo significava la vittoria non solo del blocco borghese-comunista, ma anche della Francia, dell'Inghilterra, e della Russia che avevano ottenuto quello che volevano ». In altri termini, gli anarchici si appoggiavano a Caballero, egli puntava sull'opposizione, e nella paralisi generale delle masse voluta dai loro dirigenti la destra prese il potere.

È effettivamente possibile che durante i numerosi incontri con Azana nei giorni della crisi Caballero avesse accennato ad un governo CNT-UGT — che era stato rifiutato. Infatti Azana, in base alla costituzione, aveva il potere di rifiutare governi che non lo soddisfacevano. La costituzione del 1931 dava al presidente poteri realmente bonapartistici. Azana stesso lo aveva esperimentato come primo ministro, quando nel 1933 il suo gabinetto, sebbene avesse ancora la maggioranza nelle Cortes, fu destituito dal presidente Zamora per far largo al governo semifascista di Lerroux. Questi poteri bonapartisti non erano stati spazzati via il 19 luglio. Azana si era pacificamente ritirato in un paese di campagna della Catalogna e vi era rimasto tranquillo per la maggior parte del periodo del governo di Caballero.

Quando alcuni membri del gruppo di Caballero furono rimproverati per non essersi disfatti della presidenza durante questi mesi, essi avevano spiegato con sufficienza che la costituzione e la presidenza non esistevano più. Era puro formalismo fare questa affermazione e d'altro canto era molto utile, per assicurarsi gli aiuti dall'estero, continuare a far credere al costituzionalismo ... ma ora ecco un presidente, Azana, in carne e ossa che riceveva con condiscendenza i portavoce dei vari partiti, che riceveva informazioni di Caballero circa i suoi progressi nella formazione del governo, mentre il partito di Azana, la sinistra repubblicana, era nel blocco borghese-comunista ... In ogni caso Caballero risparmiò a questo blocco il fatto spiacevole di una controversia pubblica a proposito delle prerogative presidenziali. Egli informò Azana che non era riuscito a formare il governo e Azana prontamente designò Negrin a formare un governo con la borghesia, il gruppo di Prieto e i comunisti.