Guida alla lettura

Prima di apprestarsi alla lettura, è necessaria una premessa: non è nostro intento riproporre la ricetta dell'Italia degli anni '20. Sarebbe non solo profondamente scorretto, ma inutile a una sana discussione: sono troppe le differenze fra le due epoche, sia dal punto di vista dell'organizzazione del lavoro che della composizione e natura delle organizzazioni della classe.

Pubblichiamo quindi questi scritti non per le proposte che vengono discusse in merito al rapporto fra Commissioni e sindacati oppure fra lavoratori organizzati e non organizzati, situazione ben diversa da quella odierna. Intendiamo invece dare un'idea del metodo di discussione condotto nella redazione del giornale e la Postilla scritta da Antonio Gramsci ne rappresenta un ottimo esempio. Suggeriamo perciò di concentrarsi su quest'ultima ancor più che sugli articoli precedenti, che vengono pubblicati a supporto della Postilla stessa.

Per l'Ordine Nuovo il problema delle Commissioni Interne è concreto: come far diventare questi organismi elementi di autorganizzazione operaia? Come trasformarli in un complemento utile a dotare i lavoratori di uno strumento adatto allo scontro in atto?

Per Gramsci "La lotta di classe, nel periodo attuale della storia dell'industria capitalistica, si attua in un nuovo tipo di organizzazione proletaria che si basa sulla fabbrica e non sul mestiere, sull'unità di produzione e non sui Sindacati professionali nati dalla divisione del lavoro. Questo nuovo tipo di organizzazione, sviluppandosi, articolandosi, arric­chendosi di funzioni ordinate gerarchicamente, costituisce l'impalcatura dello Stato socialista, lo strumento della dit­tatura proletaria nel campo della produzione industriale."... "Bisogna evitare di creare confusioni e disillusioni nella massa, che deve continuare a lottare attraverso le federazioni nazionali di mestiere e deve sempre più rafforzarle in questo momento in cui la classe capitalista e lo Stato cercano di dissolverle con azioni simultanee e colpi di forza formidabili."