Terra e Libertà

Nel 1995 usciva nelle sale cinematografiche “Terra e libertà” del regista inglese Ken Loach. Il film prende ispirazione da “Omaggio alla Catalogna” di Orwell e rappresenta bene le fasi principali della rivoluzione spagnola. Il film narra le vicissitudini di David Carr, militante del Partito Comunista Britannico, che decide di partire per la Spagna per difendere il governo del Fronte Popolare contro cui insorse Franco nel luglio del 1936. David, pur provenendo dalle fila di un partito stalinista, si ritrovò a difendere la rivoluzione in una delle milizie legate al Poum (Partido Obrero de Unificacion Marxista).

In seguito ad un suo ferimento durante una esercitazione, viene trasferito a Barcellona dove si arruola nelle Brigate Internazionali, convinto di poter difendere meglio la Rivoluzione (le Brigate erano in possesso di armi decisamente migliori rispetto a quelle di cui disponeva la milizia). Avendo visto coi suoi occhi che Stalin aveva più a cuore la difesa dei propri privilegi che non l’emancipazione della classe operaia (“Il partito è malvagio e corrotto” – scriverà alla fidanzata), decide di tornare nella milizia che verrà sciolta poco dopo per volontà degli stessi stalinisti.

 

 

 

La storia di David serve in realtà a presentare le forze in campo nella Spagna di quegli anni, e soprattutto il ruolo negativo giocato dalla burocrazia sovietica. Gli stalinisti volevano difendere la Repubblica e il governo di Fronte Popolare, ma allo stesso tempo temevano lo sviluppo di una rivoluzione che mettesse in discussione il capitalismo. Una rivoluzione su basi sane avrebbe mostrato alla classe operaia internazionale che le idee di Lenin erano ancora attuali. All’interno del film il ruolo di freno della burocrazia è ben rappresentato nella discussione sulla collettivizzazione della terra. All’interno della milizia il parere prevalente è quello di collettivizzare la terra, ma non tutti la pensano così. La posizione di uno dei membri, terrorizzato dalle posizioni “estremistiche”, sintetizza bene la logica staliniana. Meglio dimostrarsi “responsabili” nei confronti di Francia e Inghilterra pur di ottenere il loro aiuto.

 

 

 

La burocrazia sovietica fece di tutto per non spaventare banchieri e capitalisti. Doveva dimostrare che aveva rotto col Partito Bolscevico che venti anni prima aveva guidato le masse russe nella rivoluzione. La “teoria delle due fasi”, elaborata da Stalin pochi mesi dopo la morte di Lenin, trovò piena applicazione nella Spagna degli anni trenta: non soltanto fallì la rivoluzione, ma si aprirono le porte alla dittatura. Molti militanti marxisti moriranno battendosi in maniera generosa contro i fascisti spagnoli. Molti altri moriranno nelle carceri franchiste . Ci vorranno più di trent’anni per la classe lavoratrice spagnola per mettersi alle spalle il franchismo. Tuttavia l’emancipazione non è ancora completa. Il capitalismo, pur in forma democratica, rimane sempre capitalismo, con continui soprusi da parte di una minoranza di ricchi sulla maggioranza della popolazione. “Terra e libertà” ci mostra la parte migliore della militanza rivoluzionaria internazionale negli anni trenta, prendiamo esempio da essa. “Il domani è nostro” si dice in una scena del film.